Norcia e Cascia

CASCIA 



Famosa in tutto il mondo per aver dato i natali a Santa Rita da Cascia è uno splendido borgo che dal monastero, posto sulla sommità della collina scende verso le pendici dove si è costruita l'espansione della città contemporanea.

Il centro storico è stata tutta zona rossa, completamente evacuato, durante il nostro sopralluogo era stato in parte riaperto. Nell'immediato, a livello umano ci siamo resi conto della situazione surreale: camminare per quelle antiche vie e vederle completamente vuote, con le piante sul terrazzo che stanno seccando perché da giorni non sono innaffiate. Una luce dimenticata accesa. Si spera che la situazione passi. Troviamo un uomo con cui fare due chiacchere, mentre sta rientrando in casa, gli occhi fermi con lo spettro della paura che aleggia nelle sue parole. Però siamo tecnici, abbiamo preso questo impegno con il cinismo che la professione deve avere e ce ne facciamo una ragione, ma visto che si dovrà prendere decisioni importanti è giusto conoscere anche la parte emotiva della situazione.

Iniziamo a fare due analisi sulle strutture seguenti:


Questa chiesa inserita all'interno di un aggregato strutturale sembra non presentare nessun danno, solo una fessura inserita a metà facciata. Discutendo con gli altri mie colleghi è di difficile spiegazione questo comportamento. Poi avvicinandoci e guardandola da una altro punto di vista, ci siamo resi conto di come un muro spanciasse in avanti, rischiando di fatto il ribaltamento, questo succede spesso nelle chiese e quando si ha a che fare con larghe porzioni di muro che non sono ben ammorsate o incatenate.





Questa Chiesa nella parte bassa di Cascia non sembra presentare danni esterni nella, ma il campanile tuttavia ha avuto dei problemi. Pertanto è stata disposta la cerchiatura come primo intervento di messa in sicurezza ( intesa sia della struttura, sia delle strutture vicine e sia di chi passa lì sotto). Il problema nei campanili si ha solitamente nella cella posta in sommità, dove le aperture creano una debolezza. Bisogno sempre ben incatenare i 4 spigoli che altrimenti danno una risposta che porta al collasso dei singoli muri, mentre se sono incatenati si comportano come un solo elemento (alla stregua di un pilastro cavo). 

Nel caso in esame le catene sono insufficienti, sono poste in sommità ma non nella parte bassa e con il sisma si è fessurata la cella campanaria, giustamente come primo intervento si è posta una cerchiatura: una serie di pali e tavole in legno ancorate alla muratura attorno alle quale viene posto un cavo di acciaio che lega il tutto.






Questi sono i palazzi nuovi di Cascia. Sembra che il problema non sia strutturale, cioè del cemento armato, ma bensì nel ribaltamento dei muri, che non sono stati ben ammorsati con le pareti laterali ne collegate con ferri o con diatoni all'altro paramento murario. 




Il palazzo è sempre lo stesso, è  tra le due finestre, si vede che è fessurata, ma dovrebbe essere 'giusto' così; mi spiego meglio: per realizzare una struttura che resisti a qualsiasi genere di azione sismica servirebbe una capacità economica veramente elevata, ci sono delle soluzioni tecnologiche che dissipano parte dell'energia dell'azione alla base, ma sono interventi di ditte specializzate. Mentre nel quotidiano molto viene lasciato alle regole dell'arte. La struttura si deve danneggiare al punto limite  ma restare in piedi, in maniera che chi è all'interno, possa uscire con le proprie gambe salvaguardandone l'incolumità. Dopodiché la struttura potrà anche essere demolita e ricostruita se insanabile. 



Uno dei problemi che abbiamo riscontrato che non credevamo così importante: i comignoli. Sono tendenzialmente elementi prefabbricati che si mettono senza nessun studio strutturale importante (tranne alcuni camini di una certa importanza). Però, con il sisma questi elementi tendono a ribaltarsi e devono essere rimossi perché potrebbero essere causa di inagibilità. Sarebbe doveroso dopo questa esperienza, fare degli studi precisi per evitare dei danneggiamenti in caso di sisma anche di questi elementi non strutturali.



Questa immagine è del campo di Cascia, dove ci siamo fermati a mangiare e anche bene.



L'immagine è scura, tuttavia si capiscono i problemi dell'inagibilità: strutturali non sembra essercene, ma intonaci, piastrelle e pareti si sono distaccate e ribaltate. 





NORCIA

La città murata di Norcia è un gioiello italiano, la sua basilica caduta a pezzi è diventata uno dei simboli di questa catastrofe. Purtroppo il centro non era percorribile, solo le squadre dei vigili del fuoco potevano entrarci e solo i residenti accompagnati per andare nelle proprie abitazioni a prendere vestiti e bene lasciati in casa.

La chiesa di San Antonio Abate era già stata danneggiata durante i sismi precedenti al 30 ottobre. Per questo il campanile è stato cerchiato in sommità: sono stati inseriti degli elementi lignei e quindi tirati dei cavi di ferro. Nel caso in esame le catene della cella campanaria sono insufficienti tant'è che si è fessurato in sommità, mentre la la parte bassa risulta essere ben incatenata. Giustamente come primo intervento si è posta una cerchiatura: una serie di pali e tavole in legno ancorate alla muratura attorno alle quale viene posto un cavo di acciaio che lega il tutto. Ma è successo un imprevisto: la cerchiatura è risultata essere insufficiente, e il campanile si è fessurato sotto la parte cerchiata. Gli interventi del caso sono fatti in maniera veloce e schematica, valutando ad occhio cosa fare e non con precisi calcoli. Sembra che in questo caso le catene poste sotto la cella campanaria siano state valutate come sufficienti per tenere in piedi la muratura, cosa che evidentemente così non è. Se si fosse protratta verso il basso la cerchiatura il campanile si sarebbe probabilmente potuto interamente salvare, allo stato attuale risulta difficile porre in essere un sistema per poterlo raddrizzare e ripristinare, essendo estremamente fragile.









Ora parliamo delle MURA di Norcia, che risultano nostro malgrado in gran parte crollate. I meccanismi di collasso sono stati molteplici e dov'è possibile valutarli verranno spiegati più avanti. Sul tipo di muratura, da quel che si evince si tratta di un pietrame di fiume e non a spacco: una muratura eseguita con pietre a spacco (spaccate, tagliate, levigate in maniera da combaciare il meglio possibile le une alle altre) tendenzialmente ha una robustezza migliore a parità di malta. Una pietra di fiume che viene usata direttamente per realizzare una muratura, ha bisogno di una quantità di malta superiore, che se non ha un forte potere adesivo, come questa usata sulle mura di Norcia diventa estremamente debole.

Oltre alla qualità anche la maniera con cui sono stati realizzati è abbastanza scadente: non si capisce bene se è una muratura a sacco, cioè che sono stati realizzati i due paramenti murari esterni e poi riempita con pietrame e malta vari, o se è stata realizzata tutta assieme salendo dal basso verso l'alto (la seconda essendo una cinta muraria di protezione dell'abitato sarebbe stata più sicura). Comunque sia, è stata realizzata male, mancano catene o diatoni da legare la muratura, infatti si è sbriciolata in più punti.



Significativo vedere quest'auto coperta della pietre del muro di difeso.



Come dicevo in precedenza, una parte della muratura si è ribaltata verso l'esterno e l'altra è rimasta in piedi, questo accade perché i due paramenti murari non sono vincolati bene, se fossero stati realizzati dei diatoni o delle catene questa parte di muratura non si sarebbe ribaltata perché si sarebbe dovuta portare dietro anche l'altra.




Questa è la porta principale d'entrata di Norcia, è stata significativamente fessurata dalle prime scosse e si è intervenuto tempestivamente come primo intervento creando una struttura a tubi innocenti che possa fermare i movimenti della struttura evitandone il collasso.



Una parte della muratura che si è disgregata perché di scarsa qualità.




In questa foto è evidente come l'elemento di cemento armato (un cordolo probabilmente) sia rimasto perfettamente integro nonostante sia crollato a terra la struttura sottostante.


Affianco alla chiesa di San Antonio Abate una largo tratto murario è collassato, sbriciolandosi su se stesso. 


Interno alla cinta muraria si vedono diverse case i cui cornicioni sono scesi durante il sisma, rendendo di fatto inagibili le case, non si può rischiare che entrando o uscendo di casa cadi sulla testa un pezzo di intonaco dal 3 piano. Si dovrà intervenire da prima transennando le parti a rischio, dopodiché o consolidare il cornicione o realizzarlo nuovo.



La strada che si è aperta creando di fatto una voragine.



L'arrivo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita a Norcia.






Le 3 foto sottostanti rappresentano uno dei problemi più comuni nei crolli delle strutture in muratura quando sottoposte ad un'azione sismica: un elemento in cemento armato. Questo è un caso lieve ma mi ha fatto ricordare una discussione che ho avuto con un architetto diverso tempo fa proprio sui cordoli in cemento armato posti in sommità, lui con anni lavorativi maggiori dei miei, sosteneva che una volta ripreso il muro, nella parte di sommità dove poi sarebbe stato realizzato l'appoggio dei travetti del tetto, avrebbe fatto questo alto almeno 20 cm e armato con ferri e staffe. Io qualche dubio glielo posto, ben sapendo che non funziona, perché si va a mettere un irrigidimento e un peso, là dove non occorrono. Gli ho consigliato di fare un intervento più leggero, di fare un cordolo per livellare il piano di appoggio dei travetti di qualche centimetro con 2 ferri di armatura giusto per dargli un pò più di forza ed evitare che si fessuri, oppure di inserire un dormiente in legno. Alla fine non mi ricordo cosa fece. Ma a vedere questo collasso si evince che anche un cordolo in cemento leggero può realizzare un meccanismo rigido e un peso che porta al collasso la struttura.





Sempre mura sbriciolate su lo stesse. Ma qua mi ha fatto impazzire questo pezzo delle vecchie mura rimasto in piadi: evidentemente questo punto è stato realizzato meglio e non è crollato!






Non si vede bene, ma è il discorso di cui sopra: un solaio in cemento armato realizzato sulla muratura è completamente sceso a terra ancora intatto perfettamente. E' la prima grande causa di crollo dovuta al sisma.







Grazie alla reflex ho potuto salvare questo ultimo scatto. In questa torre di margine è stata realizzata una cerchiatura particolare come miglioramento antisismico (mi auguro non come adeguamento perché il tetto è sempre crollato!). Sono state inserire due putrelle al lato della torre e due catene metalliche come tiranti, tuttavia la putrella più alta si è svincolata ed è scesa, ma erano presenti le catene realizzate in fase di costruzione che hanno perfettamente tenuto evitando che il collasso della parte più bassa. 


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