L'Agcom decide le regole di internet? Si salvi chi può!!!

Sembra che il Governo Monti sia pronto a dare all'Agcom il compito di scrivere le nuove regole sul rapporto tra il diritto d'autore ed internet. L'Agcom è l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, nasce per garantire che alcune imprese non abbiano il predominio su altre e che nessuno possa avere una posizione dominante sul mercato. Deve garantire il rispetto dell'articolo 21 della costituzione cioè che tutti godano del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione, la libertà di comunicazione, la segretezza delle comunicazione, la libertà di iniziativa economica, con criteri di obiettività, trasparenza e non discriminazione. Con il decreto Bersani questa autorità ha il potere di decidere i casi che necessitano di un intervento urgente.

Tuttavia l'Agcom si è erogata il fatto di deliberare sul copyright, sui blog, sui forum, sul peer to peer… su tutti quei casi che garantiscano la libertà di espressione e di comunicazioni. 

Nella ''Notte della Rete'' dell'estate scorsa, si è protestato, e l'Autorità ha deciso di rinviare la decisione riguardo alla delibera così fortemente contestata. Ormai il consiglio è in scadenza, siamo entrati nel ''semestre bianco'' quando non si dovrebbe decidere nulla che esca dall'ordinario. Ma sembra che stanno accelerando perché il consiglio deliberi su questa riforma del copyright, almeno i consiglieri che se ne vanno non possono più intervenire ed quelli che arriveranno non gli si potrà dire nulla, perché la colpa non è loro! 

Le aziende del copyright spingono perché l'Agcom deliberi che in caso di presunta violazione del copyright su un sito, si possa oscurarlo senza passare per l'autorità giudiziaria. Un'ACTA all'italiana!

Ma il problema è il diritto d'autore, chi va su internet lo viòla molto spesso, quando scarica un'immagine, o un file, o quando copia un testo per una normale ricerca. Chi ha creato il contenuto è il proprietario del diritto d'autore! Però se lo lascia su internet e viene utilizzato da un altro utente, si ha la violazione del diritto d'autore. Dopo molte proteste, alcuni siti si sono attrezzati usando dei filtri, ma tuttavia ogni tanto qualcosa sfugge. Youtube ha messo filtri che riconosco audio e video, Facebook stessa cosa, su Wikipedia c'è il controllo degli utenti sui testi inseriti, su commons è obbligatorio inserire la licenza del file oltre che da dove proviene. Cioè internet sta mediando tra il diritto d'autore e la liberà di espressione!

La delibera di Agicom, punta su dare la responsabilità al proprietario del sito oltre che all'utente, oscurando il sito senza che un giudice si possa esprimere a riguardo preventivamente. Quindi il controllore è anche giudice… un concetto che credevo che dalla rivoluzione francese fosse decaduto, invece prima o poi ritornano. All'incirca un'Equitalia di internet. 

La via giusta? Riformare il copyright! Oggi in Italia dura 70 anni oltre la morte dell'autore. In questo periodo i diritti vanno agli eredi, che alcune volte li cedono a fondazioni o a società. Ma una volta che uno è morto che se ne farà che il suo diritto d'autore venga garantito? A parer personale nulla! Pensate alla possibilità di avere una conoscenza ancora più libera, dove i libri, i testi, le immagini, i film, ecc…ecc… diventino accessibili gratuitamente. Chi gioverebbe di ciò? L'Umanità!!!

Tuttavia, gli sciacalli, quelli che per lavoro vivono sulle spalle di quello fatto dagli altri, come dei parassiti della società, non accettano questo. Pensate ai testi di scuola, quando vostra madre arrivando a casa e vi diceva:'''Mi sei costato!!! Quest'anno per i tuoi libri ho speso 100/200/300 €…!!!'' Ed alcuni di questi non venivano mai aperti, e quelli che venivano usati, erano solo poco usati, solo poche pagine, rispetto a tutte quelle usate… Mentre se fossero liberi avresti non-speso tali soldi, e qualcuno che vi ha venduto il lavoro fatto da altri sarebbe disoccupato e sarebbe andato a lavorare veramente!!!

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