.3. Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa

Alcuni dei più caratteristici segni di una tradizione culturale scomparsa:
  • Le torri centrali
    Le torri sono testimonianza di una tradizione culturale scomparsa, erano un segno deciso sul territorio, rappresentavano il potere e servivano come strumento di difesa. Invece di realizzare edifici massicci e spessi che comportavano uno sforzo immane, le torri, alte e possenti incutevano timore. Difendibili con pochi uomini con in mano solo armi da lancio. Agli invasori non conveniva perdere tempo con arieti o incendi per conquistare un elemento strategico di così scarsa importanza. Solitamente queste sorgevano su terre di confine, in zone particolari, poi attiravano persone attorno sorgevano delle cinta murarie o poi dei borghi. Albenga è un caso raro dove dal borgo già edificato con massicce ed alte mure, vengono aggiunte anche torri tanto alte. D'altronde erano numerose le incursioni che venivano fatte da nemici esterni, ma nell'Albenga medievale il nemico era anche interno, le lotte tra guelfi e ghibellini, tra fazioni rivali. In età comunale, quando la loro funzione principale cessa di essere quella difensiva, ecco che si evolvono, alla base nascono altri insediamenti, vengono aperte logge e le finestre si allargano. Oggi questa evoluzione difficilmente è notabile, poiché con il passare dei secoli sono state armoniosamente inserite nel contesto della città. Tuttavia basta vedere il materiale con cui esse erano edificate e si nota facilmente la differenza con i palazzi vicini.
  • Il battistero paleocristiano
    Il battistero era il luogo dove potevano accedere i neofiti, i non battezzati, che non potevano accedere nelle chiese, nei luoghi di culto consacrati. Come nella migliore delle tradizioni anche il battistero ingauno ha 8 lati, a significare l'ottavo giorno, quello in cui il Cristo ritornerà, ed i morti risorgeranno, sarà il giorno eterno, che non finirà mai. La sua posizione rispetta i canoni paleocristiani, infatti viene messo a lato della chiesa, a cui era originariamente collegato con un passaggio sotterraneo. All'interno è ancora presente la vasca, dove il neofita veniva immerso quasi del tutto per ricevere il battesimo e quindi poter entrare a far parte della comunità cristiana. Quello ingauno è tra i 6 battisteri paleocristiani esistenti, si è conservato perfettamente da quando è stato realizzato fino ai restauri di D'Andrade che hanno visto la demolizione della originaria cupola ritenuta dall'architetto un falso rinascimentale. La sua forma è unica, differente dalle altre. Tuttavia, la sua funzione originaria è andata scemando dopo che un concilio ecumenico ha dichiarato i non battezzati liberi di accedere ai luoghi sacri per avvicinarsi a Dio. E' stato per secoli usato anche come cappella funebre.
  • Dipinto di Albenga
    Il centro storico stesso nasce come fortificazione , quindi accampamento romano infine come città romana fortificata. Fiore all'occhiello dell'Impero romano, infatti anche dopo la caduta di questa ci vollero diversi secoli prima che la romanicità lasciasse Albenga e la preziosa cultura abbandonasse queste terre. Unica città romana fortificata ad avere conservato in simil maniera la sua urbanistica originaria, chiaramente leggibile, decisa sulla carta 16 secoli fa. Nel periodo medievale rimane sostanzialmente invariato, tranne alcuni edifici, ma con il rinascimento ed i secoli a venire le piazza vengono chiuse e ridimensionate, le case aumentano di altezza, arrivando al grande terremoto ed ai restauri di D'Andrade. Da allora tutto è rimasto uguale. 

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