AGCOM: persi 22'000 milioni di € !!!


L'ONU ha chiesto al Governo italiano trasparenza riguardo alla nomina del nuovo consiglio dirigenziale dell'Agcom, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la stessa richiesta è stata fatta al Senegal per la commissione delle elezioni, per la revisione della disciplina etiope per l'anti terrorismo, oltre a quelle sulla libertà di parola e di libertà per paesi come l'Algeria, Israele o il Pakistan. Una lista di paesi che per libertà non dovrebbero essere paragonate al Nostro Paese, ma l'ONU sembra pensarla al contrario. Ha chiesto di pubblicare online tutti i curricula dei candidati e che per la nomina vengano prese in considerazione le opinioni delle parti civili (il popolo del WEB o Confindustria?).

Guido Scorza, uno dei massimi esperti in materia, ha dichiarato:'' Esattamente quanto, in genere, accade nel corso delle consultazioni elettorali in Paesi ad alto rischio democratico. La situazione italiana preoccupa la comunità internazionale che la registra come anomala e meritevole di speciale attenzione"

L'agenzia USA USTROffice of the United States Trade Representative, si dichiara anch'essa preoccupata, ma sul fatto che in Italia il diritto d'autore, il copyright, non ha ancora una legge che lo tutela correttamente. Questo è vero, difatti troppe pubblicazioni appena escono sul mercato, dopo pochi giorni si trovano su internet o sulle bancarelle perfettamente contraffate. Perché scaricare una canzone da internet è un furto ad un'altra persona! Ma invece far comprare un CD a 20 € non è un furto?.

Difatti il rappresentante di Confindustria Cultura Italia, Marco Polillo sembra aver bacchettato il consiglio dell'Agcom per essere stati troppo condizionati dai ''pirati'' del web. Mentre d'altro canto Agorà digitale perla di vittoria del WEB; se posso scrivere queste poche parole è perché il WEB è rimasto libero, altrimenti se fosse passata una delle tante leggi per cui abbiamo protestato, domani mattina sotto minacce legali avrei dovuto cambiare questa pagina, e la mia libertà di parola e di pensiero sarebbe andata a ''farsi fottere''. Polillo porta acqua al suo mulino, nessuno dice che non deve guadagnare, ma qua è di libertà che si sta parlando, non di soldi!

Riguardo al vile denaro, Corrado Calabrò, che lascia l'ascia di guerra, senza tuttavia sotterrarla, dichiara che il ritardo tecnologico delle reti internet in Italia costa 1,5% di PIL, facendo due conti da quattro soldi, sapendo che il PIL italiano è di 1.921.576 milioni di $, quindi il nostro ritardo ci fa perdere 28'824 milioni di dollari, cioè circa 22'000 milioni di euro... che a persona sono una perdita annua di 335 € a persona. Bene, di chi è la colpa? Se colui che avrebbe dovuto controllare e promuovere la comunicazione dice che siamo in ritardo... con chi dovremmo prendercela?!  Calabrò prende, meglio prendeva, 475.643 € all'anno, alla faccia della crisi! 





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