Ancora nessun nome per l'Agenzia di Censura!!!

Sembra che ancora si brancoli nel buio per il nuovo nome del presidente e dei commissari dell'AGCOM: nessuno vuole la patata bollente in mano! Chiunque con un po' di senno ha capito che dovrà limitare la libertà del web, che dovrà chiudere i blog,  dei siti e chissà cos'altro, sia per favorire le major, le multinazionali che pagano le campagne elettorali dei nostri cari (citation needed) politici, sia per evitare che le idee girino liberamente, se no rischi di trovarti un altro Beppe Grillo o Marco Travaglio in giro.

Dopo che il discusso Calabrò ha finito il suo lungo mandato, lasciando l'amaro in bocca a tutti gli editori, speranzosi che in zona cesarini ci sarebbe stata la censura del web, sperata dalla stessa Ministro Paola Severino che voleva fargli chiudere i blog scomodi, dichiarando che ogni individuo deve essere libero di difendersi, che qualcuno non si può arrogare il diritto di parlare di qualcun altro senza che questi abbia il diritto di replica, che delle idee confuse messe in giro malamente potrebbero creare degli atti illegali!!! Ma di chi stanno parlando, del mio piccolo blog? Credo (spero) proprio di NO! Stanno parlando del più grande blog italiano: Beppe Grillo! Che grazie al web ha raccolto persone comune che coordinati da alcuni nerd hanno dato via al più grande movimento italiano degli ultimi decenni. 

Molti vogliono questa legge per bloccare il web e la libertà di opinione che grazie al web ha avuto più potere  che mai nella storia del libero pensiero. Ma l'ormai ex Calabrò lo ha detto: il ritardo nelle infrastrutture telematiche e del web in Italia ci costa quanto l'ultima manovra economica di Monti: 22 miliardi di euro. Per colpa di questi signori che si riempiono la bocca dicendo di difendere il diritto d'autore ci tocca pagare la benzina 2 euro e pagare 1'000 euro all'anno di IMU, inoltre la cosa più importante: lasciare da parte la democrazia. Come nell'antica Roma, nelle situazioni di pericolo per lo Stato, le libertà venivano accantonate a favore del bene comune, si nominava un Duce che potesse salvare lo stato, nominato dal Senato sotto controllo da parte dello stesso. Questo sistema sembrava funzionare, finché un Duce non volle lasciare più il posto e mantenere a vita il suo ruolo. 

Nell'Italia moderna stiamo assistendo alla stessa cosa: i partiti sono stati costretti a nominare un uomo straordinario perché salvasse il paese, la nostra libertà di voto, la nostra democrazia è stata accantonata a favore del bene comune. Speriamo sia così, spero che questo uomo nomini qualcuno che non favorisca gli interessi di pochi, ma gli interessi dei molti, come la democrazia vorrebbe.


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