UNESCO: perché?

In tutto il mondo, sopratutto nella vecchia Europa, il dopoguerra è un periodo storico molto difficile, le città devono essere ricostruite, bisogna trovare un tetto per ogni persona. In Italia si accantonano le buone maniere edilizie e si procede a costruire palazzi gli uni sopra gli altri: su alcune case rimaste in piedi si costruiscono 1, 2 o anche 3 piani. Dagli anni '60 nasce una volontà architettonica e politica di conservare e rivalutare lo storico, questo voglia è sentita in Italia più che dalle altre parti. Tuttavia si fa ancora fatica a trovare delle leggi e politici che possano fermare quel male conosciuto come speculazione edilizia: si costruisce con materiali scadenti, non si lasciano spazi per il verde pubblico o per verde attrezzato, nemmeno spazi per strade e parcheggi, una situazione che in molte città oggi crea molti problemi, quali il fenomeno delle periferie. Per combattere questa situazione viene inserito il concetto di standard architettonico, la superficie e le attrezzature che ogni abitante deve avere e che il costruttore deve fare e che il Comune deve obbligare e verificare che vengano fatte.

Questa volontà di recupero architettonico del patrimonio storico in Italia si concretizza nel 1960 con la carta di Gubbio in cui vengono scritto i principi per la salvaguardia ed il risanamento dei centri storici. Otto comuni firmano questa dichiarazione assieme ad altri studiosi e politici, con la quale si impegnano a diffondere il concetto di salvaguardia del patrimonio storico.

A livello internazionale succede un fatto che fa sensibilizzare e cooperare molti stati: la costruzione della diga di Aswan in Egitto nel 1959. Sarebbe stata sommersa una vasta area archeologica, che era stata poco esplorata, e le antiche costruzioni egizie sarebbe andate perse per sempre. Con un finanziamento di 80 milioni di $ da parte di più di 50 stati venne fatta un'enorme campagna di scavi, molte opere vennero smontate e trasportate. Fu un'evento eccezionale che portò gli stati a sensibilizzarsi per salvare altri patrimoni a rischio, tra i quali Venezia in Italia, Moenjodaro in Pakistan e Borobodur in Indonesia.

Qualche anno dopo si hanno i primi risultati, nel 1972 a Parigi con l'UNESCO, istituzione fondata nel 1945 come Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, viene firmata una convenzione tra tutti gli Stati che ne fanno parte, impegnandosi a tutelare i patrimoni culturali ed i patrimoni naturali. Il patto tra gli state fu quello di considerare il coesistere di questi due aspetti, e impegnarsi perché quelli unici vengano conservati per le generazioni future, ma anche fatti conoscere a quelle attuali.



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