Legge elettorale: ma una testa un voto?!

La legge elettorale è da rifare, non tanto perché abbiamo perso la possibilità di votare il nome del candidato, ma per il fatto che entrano nelle varie stanze del potere, delle persone che non hanno preso i voti. Esistono listini e premi di maggioranza, che portano chi ha preso più voti, anche se  solo una decina di più, a governare in totale autonomia decisionale, infischiandosene degli altri. Esempio culmine è quello della vittoria alle elezioni politiche di Prodi del 2006, dove 25'000 voti su oltre 50'000'000 gli permise di avere un premio di maggioranza con il quale ha retto il Paese per quasi 2 anni. 

Personalmente la trovo una cosa un po' assurda, anche se spiegata giustamente dal fatto che chi ha preso più voti, rappresenta di più la popolazione e deve avere una libertà decisionale che non dipende dalla volontà di una persona. Quindi se prende un 10-15% di più dei seggi ha una libertà maggiore. 

E' difficile che ci siano vittorie schiaccianti del 60 o 70%, spesso siamo vicino al 50%, se non ancora minore, con ''maggioranze'' del 30% che poi amministrano e governano come se avessero vinto del 70%. 

E' una cosa sbagliatissima! Se la storia ci ha insegnato qualcosa è il fatto che se le decisioni non sono condivise, portano a risultati pessimi. Come tra amici, si decide tutti assieme, perché se così non si fa, si litiga e ognuno fa quello che vuole. 

Una legge elettorale che rafforzi la democrazia italiana, che ridia ai cittadini la possibilità di votare direttamente i suoi rappresentanti in parlamento, ma soprattutto porti i governatori a prendere le scelte più condivise possibile perché da queste scelte si vede la forza delle idee.

Il principio più ampio della democrazia: una testa un voto. Ora non è così, difatti con il premio di maggioranza e con i listini, chi ha votato la ''maggioranza'' scopre che il suo voto è stato contato un po' di più rispetto ad un altro, ed a fanculo la democrazia che tutti siamo uguali!!!

Monti ha dichiarato che la legge elettorale deve dare al governo una maggiore stabilità, io dico che è il governo che deve fare scelte condivise!

Un esempio che rafforza la mia tesi è quello del Comune della splendida città di Alassio: il sindaco, Avogadro, governa la città con la sua maggioranza e con i suoi assessori, pur avendo preso all'incirca solo un terzo dei voti, un altro terzo è andato al PdL-Lega ed il resto diviso tra 2 liste civiche. Invece di fare scelte moderate e condivise che si ci aspetterebbe da una situazione del genere, questo Sindaco non-raramente interviene in maniera forte, prendendo decisioni non condivise, tuttavia ha il potere di farlo.

Forse è ora di smetterla con questa democrazia che permette di conservare il potere politico a chi lo esercita in maniera autoritaria!

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