Il finanziamento alle industrie automobilistiche

Siamo in un mondo che spesso ha difficoltà a scegliere la strada giusta da percorrere, è proprio il caso di dirlo. Dall'inizio degli anni '90 tutti gli stati europei hanno deciso di creare delle reti di trasporto trans-europee, cioè che connettano tutta l'Europa come fosse un solo stato. Assieme a questa decisione si è convenuto su una politica intermodale, cioè ritornare a finanziare i sistemi di trasporto che non siano solo su ruota ma anche su binario, in aria, in acqua... ecc... Si decide che tutti gli stati si impegneranno ad aprire i cantieri prima del 2010. Tra questi 10 progetti prioritari ad esempio l'aereoporto di Malpensa, la Torino-Lione, il ponte sullo stretto, ecc... ma anche tutta la connessione ferroviaria in Italia, ad alta velocità, i così detti freccia-rossa. La maggior parte dei finanziamenti è andata per i tratti ferroviari, perché l'Europa è troppo piena di macchine e TIR che producono troppo inquinamento. La decisione è stata di disincentivare l'uso delle auto per diminuire le emissioni di gas nocivi. Allo stesso livello, analizzando l'inquinamento prodotto nelle città, si è visto come solo una parte limitata di questo dipendesse dagli automezzi, mentre parti più consistenti vengono da industrie e riscaldamento: anche in questo caso venne deciso di disincentivare l'uso delle auto nei centri città, solo perché era l'unico che si sarebbe stati sicuri del risultato. Come? Parcheggi blu ovunque nei centri città, ma anche nelle periferie, ed in ogni cittadina che avrebbe abbastanza spazio per ospitare tutti i posti auto che vuole. Con tariffe orario altissime e multe salatissime.

Tutte queste politiche atte a disincentivare l'uso delle automobili in generale hanno prodotto una grande crisi nell'industria automobilistica. Queste grandi compagnie nei decenni passati, per aumentare il loro mercato combattevano l'uso dei mezzi pubblici, acquistando piccole reti di trasporto su binari, facendo pressione perché stazioni di scarico venissero chiuse, ecc... ore le città e gli stati devono tornare  a fare politiche per far tornare i cittadini ad usare i mezzi pubblici. Ma logicamente se lo Stato decide di non far usare le automobili, le industrie che le producono devono diminuire il loro potere, o diminuire i prezzi in maniera che rimane ancora conveniente acquistare un'automobile. Quindi si licenzia, si chiude, ecc... cose che erano previste nelle scelte fatte. Però i politici non possono permettere a queste aziende di chiudere e lasciare gli operai in mezzo ad una strada: bisogna incentivare le  aziende perché rimangano a produrre in Italia.

Ed ecco il paradosso: finanziamo l'uso dei mezzi pubblici e finanziamo la produzione di automobili. Insomma cerchiamo di salvare capra e cavoli! Che storia! 

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