La Grecia è arrivata al default

In queste ore la Grecia sta arrivando al default nell'indifferenza più totale: sta arrivando al collasso economico e sociale. Molte associazioni internazionali hanno dichiarato l'emergenza umanitaria: i cittadini stanno assaltando i supermercati con la complicità degli stessi clienti, solo armati di tanta disperazioni. Oltre 120 contadini hanno rifiutato di eliminare le arance e i limoni secondo le impostazioni del governo per calmierare i prezzi, ma sono andati nelle piazze e li hanno regalati alla folla. La Muller, la multinazionale tedesca aveva investito comprando molti caseifici indebitati, ma gli ex-proprietari che sono rimasti ugualmente a produrre per la Muller invece di spedirli al mercato europeo, circa 40 mila confezioni, lo hanno regalato ai cittadini.

Ad oggi si contano oltre 40'000 senzatetto dovuti alla crisi, che per una popolazione di 12'000'000 abitanti significa 1 ogni 300 persone, una cifra enorme. Difficilmente si trovano informazioni in rete su siti italiani, ma siamo in grado di reperirle lo stesso: possiamo dirvi che lo stato Greco non sarà capace di pagare i debiti alla Banca Central Europea, gli stessi debiti che abbiamo anche noi. Oggi il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che le misure di austerity imposte alla Grecia sono state eccessive, molte delle stesse misure imposte anche in Italia dal Governo Tecnico capitanato da Mario Monti. Per cercare di recuperare, il ministro delle finanze greco è andato a Bruxelles a chiedere una rinegoziazione dei moltiplicatori fiscali. Il commissario europeo Olli Rehn ha provato a dare la colpa all'instabilità politica. Tuttavia la crisi più grande non è quella economica, il primo ministro greco Antonis Samaras ha provato a sminuire i toni dell'emergenza sanitaria e sociale che colpisce il paese.

Raddoppio Ferroviario: una nuova Val di Susa il Liguria?

Si passerà da treni che vanno da a 100 a 200 km/h, da 80 a 120 km/h, per un investimento di 1540 milioni di euro, per i quali ne sono stati spesi solo 27 per ora. Il raddoppio del tracciato di San Lorenzo-Andora è costata circa 500 milioni ed è in fase finale, le opere sono state tutte realizzate ma tuttavia manca ancora qualche bando. Verranno tolti 14 passaggi a livello, e cancellate le 3 stazioni di Laigueglia, di Ceriale, di Loano, sulle 6 presenti ora. Aree enormi verranno lasciate libere, non si sa se lasciate ai comuni o si eseguirà un piano completo su tutte le ex aree ferroviarie tra tutti i comuni per avere una grande intesa tra questi comuni. L'opera è stata messa nel 1987 per la prima volta in un documento ufficiale, e dovranno essere spesi altri 20 milioni di euro solo per la parte progettuale. Tranne la stazione di Alassio, le altre verranno spostate nell'entroterra, la stazione ad Albenga verrà fatta a Bastia. Il nostro territorio diventerà parte integrante di un corridoio di percorrenza veloce, che colleghi velocemente i porti di Genova a Marsiglia. Sicuramente è un'opera molto importante per il nostro territorio, che permette rapidi collegamenti con il resto dell'Italia e dell'Europa. 

Tuttavia la mia domanda è se questa opera voluta da 30 anni sia realmente così utile al nostro territorio, se sia un'opportunità di rilancio, se c'è la volontà politica di voler migliorare le produzioni di un territorio migliorando la capacità di questo di comunicare con il resto del mondo, se non ci siano altre soluzioni che portino agli stessi risultati con minor uso di denaro pubblico. Se l'opera rispondi alla politica dell'intermodalità promossa dall'Unione Europea, dallo Stato, dagli Enti Locali, e possa essere un'opera che venga usata con funzione di metropolitana della città diffusa del ponente ligure.

Si riconosce all'opera un'utilità a livello nazionale ed internazionale, ma rimane il dubbio se non ci siano alternativa valide che possano portare a migliori risultati. Il tratto San Lorenzo-Andora è costato intorno a i 500 milioni di euro con un tempo di realizzazione di oltre 10 anni. Il tratto Andora-Finale Ligure costerà  oltre 1500 milioni di euro, visto che non ci sono tempi di previsione, ed essendo il costo dell'intervento il triplo di quello precedente si avrà un cantiere di oltre 20 anni, ottimisticamente parlando. 

A seguito di quest'opera sono previste altri interventi di urbanizzazione per ovviare al disagio prodotto, in particolar modo l'aurelia bis e l'incentivazione del trasporto su gomma.

Mi domando se gli enti siano miopi di fronte a questi problemi o le considerino un male necessario della quale se ne sono fatti una ragione. Come per la Val di Susa anche qua si avrà in parte uno scempio del territorio con un'elevato impatto ambientale, creando un'infrastruttura distante da quella della città diffusa che incentiva il trasporto su gomma a livello locale invece che la sua disincentivazione. Questa politica perpetrata dallo Stato è diffusa da anni, ad esempio è dalla metà degli anni '90 che il trasporto merci è stato tolto da molte stazioni, incentivando il trasporto su gomma, negli stessi anni in cui l'Unione Europea metteva in campo tutte le politiche che incentivano l'uso di mezzi alternativi alla gomma, come ferrovie e autostrade del mare, cercando di creare politiche che siano il più possibili sostenibili. 

Mi domando se sia mai stato fatto uno studio alternativo a questo e se il territorio veramente necessiti di un intervento volto a incentivare il trasporto su gomma. 

Combattere la delinquenza

Per l'esattezza è corretto usare il termine atti predatori, spesso con molestie ed atti intimidatori, che possono arrivare a vere e proprie percosse. Cioè, persone che rapinano altre persone, picchiandole, o con la pistola in mano, usando spranghe, bastoni... molte volte con scene da far west. Sento di notizie di cronaca dove due uomini, spesso extracomunitari, fermano macchine con giovani o donne a bordo, derubandole ma anche picchiando e stuprando, oppure ragazzi fermati anche per vie centrali delle città con pistola o coltello alla mano, costretti a dare portafoglio e cellulari. Di questo tipo di fatti ci sarebbe da raccontarne a bizzaffe, spesso se facessimo nomi e cognomi ci rendiamo conto come questi individui arrivino da paesi extra-UE, cioè dal continente Africano o Asiatico, o da paesi dell'est-europa ancora non appartenenti al mondo europeo (che forse si è espanso troppo velocemente).


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