La Grecia è arrivata al default

In queste ore la Grecia sta arrivando al default nell'indifferenza più totale: sta arrivando al collasso economico e sociale. Molte associazioni internazionali hanno dichiarato l'emergenza umanitaria: i cittadini stanno assaltando i supermercati con la complicità degli stessi clienti, solo armati di tanta disperazioni. Oltre 120 contadini hanno rifiutato di eliminare le arance e i limoni secondo le impostazioni del governo per calmierare i prezzi, ma sono andati nelle piazze e li hanno regalati alla folla. La Muller, la multinazionale tedesca aveva investito comprando molti caseifici indebitati, ma gli ex-proprietari che sono rimasti ugualmente a produrre per la Muller invece di spedirli al mercato europeo, circa 40 mila confezioni, lo hanno regalato ai cittadini.

Ad oggi si contano oltre 40'000 senzatetto dovuti alla crisi, che per una popolazione di 12'000'000 abitanti significa 1 ogni 300 persone, una cifra enorme. Difficilmente si trovano informazioni in rete su siti italiani, ma siamo in grado di reperirle lo stesso: possiamo dirvi che lo stato Greco non sarà capace di pagare i debiti alla Banca Central Europea, gli stessi debiti che abbiamo anche noi. Oggi il Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato che le misure di austerity imposte alla Grecia sono state eccessive, molte delle stesse misure imposte anche in Italia dal Governo Tecnico capitanato da Mario Monti. Per cercare di recuperare, il ministro delle finanze greco è andato a Bruxelles a chiedere una rinegoziazione dei moltiplicatori fiscali. Il commissario europeo Olli Rehn ha provato a dare la colpa all'instabilità politica. Tuttavia la crisi più grande non è quella economica, il primo ministro greco Antonis Samaras ha provato a sminuire i toni dell'emergenza sanitaria e sociale che colpisce il paese.



Il prof. Werner Sinn, forse il più grande economista tedesco e consigliere personale del primo ministro Angela Merkel ha presentato un rapporto urgente sia al Consiglio d'Europa che alla BCE sostenendo che la Grecia deve uscire subito, temporaneamente dall'euro e svalutare la sua moneta del 30% per salvarsi, se non lo facesse ci sarebbe una distruzione della sua economia. La tragedia alimentare sta diventando tragica, si inizia a parlare di un possibile intervento dell'ONU.

Si calcola che oltre il 50% delle famiglie greche non riuscirà più a pagare le bollette e le tasse. Il cielo di Atene sta diventando fumo di Londra  perché la crisi ha proibito a molte persone di accedere al gas o al gasolio: hanno ripiegato sul riscaldamento derivante dal fuoco della legna dei boschi di Atene, le malattie polmonari sono aumentate del 20%.

Se qualcuno avesse qualche dubbio, il vertice greco Nikitas Kanakis del Médecins du Monde, la più grande ONG greca dichiarò già da tempo l'emergenza. Il porto di Perama, vicino ad Atene è tra i posti dove questa crisi è più evidente. La Società Medica di Atene ha già inviato una lettere formale alla Nazioni Unite per chiedere l'intervento.

Nel 2011, il 31,4% della popolazione, ovvero 3,4 milioni di persone, viveva con un reddito inferiore al 60% del reddito mediano nazionale disponibile. Allo stesso tempo, il 27,3% della popolazione, ovvero 1,3 milioni di persone, era a rischio di povertà. Non ci sono dati ancora per il 2012, anche se le cose sono certamente peggiorata.

Molti altri ministri sono all'estero per chiedere investimenti, per chiedere aiuti, ma la situazione probabilmente peggiorerà. Una catena è forte come il suo anello più debole.

Alla Grecia sono state applicate misure di austerity, evidentemente non servono a nulla. Ma le stesse misure sono prese per l'Italia, ed io non mi fido dei governi che le hanno decise, visto che non salveranno l'Italia. Le prove della povertà, la disuguaglianza, e l'incapacità di accedere ai servizi primari conferma le azioni sempre più disperati dei cittadini greci. Tutto il paese è diventato un vasto campo di emergenza umanitaria, in tutto il paese si dovrebbe intervenire con azioni di aiuto. La comunità internazionale deve intervenire, l'Unione Europea deve intervenire con urgenza, l'ONU deve intervenire. Ma forse, visto che sono proprio loro ad aver imposto certe misure di austeruty, è meglio che non intervengano e permettano alla Grecia di salvarsi ma soprattutto di salvare lo straordinario popolo greco.

2 commenti:

  1. Va bene la compassione ma ci sono dei limiti.
    Alcuni anni fa, in un ottica di diversificazione del rischio, acquistai un titolo greco (all’epoca l’interesse su detti titoli era pari a quello di titoli del debito pubblico emessi da altri stati sovrani).
    L’anno scorso, in maniera piuttosto improvvisa il patatrac! "Disastro annunciato!", sentenziò qualcuno con il famoso “senno di poi”.
    L’intera popolazione greca per decenni e decenni ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità.
    Un articolo di giugno 2011 ( http://lapulcedivoltaire.blogosfere.it/2011/06/il-fatto-perche-la-grecia-e-in-crisi.html ) racconta che…
    in Grecia sono occupati 4.2 milioni di lavoratori di cui più di 750.000 dipendenti dello Stato;
    in Grecia 40mila pensionate ricevono mille euro al mese a vita solo per essere figlie nubili di funzionari statali deceduti;
    in Grecia esistono 600 categorie professionali, di "professioni stancanti", che vanno in pensione a 55 anni se sono uomini, a 50 se sono donne;
    la Grecia annuncia un aumento dell'età pensionabile media per gli uomini e le donne da 61 a 63 anni entro il 2015.
    Ora appare evidente che alla fine “il conto” qualcuno doveva pagarlo, ma trovo del tutto ingiusto che a pagarlo siano stati centinaia di migliaia di piccoli investitori come il sottoscritto...

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  2. Abbi un minimo di decenza e di rispetto. Tu lo hai finanziato quel sistema, hai pertecipato e hai collaborato coi tuoi soldi investirci e' come dire che lo giudicavi accettabile, ne eri consapevole? Se ne eri consapevole, bene: ti sei preso i tuoi rischi il rendimento era collegato al rischio ora non lamentarti. Se, invece, non eri consapevole ricordati che, a maggioranza, non lo erano neppure i cittadini greci che ora stanno pagando quel debito come possono: col sangue e con la fame

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