Il massacro del futuro

In questi giorni, e da diversi mesi ormai, sembra che l'unico vero problema della politica italiana sia l'IMU sulla prima casa. Una cifra che andrà a finire per salvare qualche banca. Ma è l'unico problema dover pagare l'IMU? No! C'è ne un altro, quello relativo all'energia. Difatti, tra elettricità e calore le famiglie italiane spendono in media 3000 € all'anno. La maggior parte di questa energia viene prodotta da sistemi che bruciano combustibile, che sia petrolio, gas, carbone o i rifiuti delle città.



Tanti millenni sono passati, ma siamo rimasti al fuoco fuori dalla caverna. 

Siamo completamente dipendenti dal petrolio e dai gas. Non è difficile trovare dati che lo dimostrano, e oltre a questo, gli agenti inquinanti provocano un sacco di morti dovuti all'inquinamento stesso. Ci sarebbero da fare delle proposte serie fatte per poter garantire un rifituo verde, sostenibili, ecc... ed i soli bla bla bla... ma è possibile questo?

Cioè, investire sul rinnovabile come costo si può? Secondo la DOE-EIA, la società dell'energia elettrica statunitense, il costo più basso di tutti, lo si ha usando gas naturale, con un ciclo combinato, cioè recuperando una parte del calore. Tra le energie rinnovabili, quelle che costano di meno sono l'idroelettrico ed il vento, che costano di meno del nucleare o del fotovoltaico.

A questo punto entrano in gioco altri fattori:

  • Inquinamento che causa tumori;
  • Costi diretti ed impatto ambientali;
  • Opportunità che si creano con l'impianto.
Sia il gas che il carbone producono danni all'ambiente, ma sopratutto sono causa scatenante dei tumori. Se queste centrali sono fatte vicino a centri abitati il costo in vite umane è altissimo, con percentuali di morti per tumori che sono triplicate rispetto ai luoghi dove non sono presenti. Questo ovviamente non avviene con idrico o l'eolico.

I costi diretti per l'impianto di una centrale a gas sono altissimi. Con un calcolo fatto in passato, ho visto che l'investimento per creare energia dal gas di 500 MW, è pari a quella che si avrebbe creando 1500 MW con l'eolico. 


Un investimento che potrebbe essere una soluzione per recuperare il territorio, sfruttandolo non sotto il punto di vista delle risorse naturali che contiene, ma come possibilità per creare energia: il microidrico. Medie e piccole centrali, anche sotto il 100 kW che potrebbero essere impiantate nelle valli in abbandono, creando posti di lavoro e riuscendo a creare una rete che da sola mantenga pulita gli argini, le strade di collegamente, ecc... con l'opportunità di creare una microeconomia diretta intorno a queste piccole centrali idroelettriche. Un altro grande punto a favore dell'energia idrica è nel controllo del deflusso delle acque, in presenza di piogge e alluvioni, oltre ad una possibilità per l'agricoltura di avere sempre risorse idriche a disposizione. Una bella cosa, che sicuramente le centrali termoelettriche a carbone non fanno.


Controllando i regimi dei fiumi si possono evitare le alluvioni.
Detto questo
Se investissimo in rinnovabili, che non sia il costosissimo solare, si potrebbe veramente tornare a lavorare su tutto il territorio, produrre energia pulita senza avere morti sulla coscienza quando si accende la luce per andare in bagno, conservare il territorio e le sue bellezze. Un energia che non costa, perché non si compra il combustibile, permette si un risparmio alle famiglie.

  Si può fare.

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