Sulla legge elettorale

La legge elettorale non è molto complicata da scrivere, ce lo hanno detto i padri costituenti che ogni cittadino italiano deve avere il diritto di eleggere i propri rappresentanti. 1000 persone, uno ogni 80-60'000 cittadini, in maniera che qualunque cittadino, in caso di difficoltà potesse andare a parlare con il suo rappresentante. Nè più ne meno. Il potere di fare le leggi deve essere solo del Parlamento, non del governo, questa è la base della democrazia, della divisione dei poteri: il governo amministra lo Stato ed il Parlamento fa le leggi dello Stato. Ma sembra che qualcosa sia andato storto, e le leggi vengono scritte nella segreteria del Partito Democratico. Renzi ha proposto la nuova legge elettorale, attesa da tutti, che possa cancellare il Porcellum, quell'immonda legge elettorale che ha tolto ai cittadini la possibilità di votare direttamente il proprio candidato, una legge che dava un premio di maggioranza sproporzionato rispetto al numero dei consensi. Dopo 6 anni, la corte costituzionale si è espressa, dichiarando quella legge incostituzionale, con una nota:
La Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l'assegnazione di un premio di maggioranza (sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica) alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altresì dichiarato l'illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali 'bloccate', nella parte in cui non consentono all'elettore di esprimere una preferenza.
Chiaro, l'ha capito anche mia cugina che fa prima elementare. Il premio di maggioranza e la paura dell'ingovernabilità sono delle prese per il culo. La stessa scusa che era uscita all'inizio degli anni '20 quando si erano formati tanti partiti. Tra questi vi era il partito fascista, che aveva fatto la legge Acerbo secondo cui il partito che prendeva il 25% dei voti, avrebbe preso il 66% dei seggi. Bello per chi vince, ma per l'Italia? Il Porcellum deve il suo nome al fatto che non si sa bene chi si vota e che comunque si ha un premio di maggioranza sproporzionato.

Sono sincero, sentendo parlare Renzi lo avrei votato anche io, bello, mi piaceva, con gli slogan giusti:  l'Italia cambia verso... L'importante, si sa, è partecipare. Ma per cambiare l'Italia bisogna fare qualcosa di più: vincere. (e vinceremo!!) Sono ancora affascinato dallo slogan chi vince governa. Bellissimo, i cittadini hanno votato, c'è chi ha vinto e chi ha perso, chi vince governa. Però se non vince nessuno cosa succede? In un sistema bipolare, con due soli partiti a fronteggiarsi, o vince uno o vince l'altro. Ma in Italia non c'è il bipolarismo statunitense, non c'è mai stato, c'è qualche partito più grande di altri, ma nessuno ha il consenso totale, quindi perché proporre un sistema elettorale bipolare?! Chi vuole governare, si deve mettere d'accordo sui temi principali e svilupparli assieme, in Parlamento, perché qualcuno se l'è dimenticato, ma è il parlamento a fare le leggi. Non è il governo e tantomeno il segretario del PD a fare le leggi, anche se gli vengono dati nomi come Italicum. Il parlamento dovrebbe essere formato proporzionalmente rispetto ai voti presi, non con parlamentari che entrano dentro il parlamento senza essersi candidati. Chi siede in Parlamento lo dovrebbero decidere gli italiani.

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