Sogno da ricercato

L’inizio del sogno è confuso. Siamo in estate nel mio paese, Lusignano, il giorno della festa di San Bartolomeo, quando durante una discussione al volo mi capita di offendere qualcuno. All’improvviso due carabinieri iniziano ad inseguirmi, io scappo per i carruggi del borgo, riuscendo a seminarli: mi dirigo verso casa, ma so che è il primo posto dove verrebbero a cercarmi, allora passo a prendere al volo le chiavi della macchina. Attraverso il rio che porta dalla parte opposta, dov’è la macchina. Ma vedo delle volanti, decido di non prendere la macchina e di andare a piedi, mi metto il cappello, e provando ad usare la psicologia, penso che se non guardo nessuno negli occhi, cammino con passo tranquillo e a testa bassa, riuscirò in qualche maniera a non farmi notare e a portarmi in salvo. Continuo a camminare, passo vicino ai carabinieri in divisa, addirittura vicino ad un amico, Alberto, che conosco benissimo, ma nessuno mi nota. Continuo a camminare, ma mi rendo conto che senza la macchina faccio poca strada. Torno indietro,  non c’è più nessuno. Prendo la macchina ma faccio un altro giro per sicurezza, trovandomi sulla strada di fronte ai miei terreni: vedo che c’è mio fratello nella serra, il cane, Hutch, mi vede e attraversa la strada, arrivano i carabinieri, non posso portarlo indietro, devo farlo salire in macchina. Mi metto alla guida sulla provinciale, dopo poco c’è un posto di blocco, rallento, mi fermo. Faccio passare due macchine, mi metto in coda, i carabinieri mi fanno passare senza fermarmi. Dopo poco c’è un inferno di carabinieri e polizia, grazie a Dio non tutti per me, perché nel paese vicino c’è festa, con urla e un sacco di ubriachi che urlano e fanno casino, la polizia è lì per loro, ma anche per me ora. Riesco a passare, non mi fermano. Dopo poco, di fronte alla chiesa, nel campetto di calcio, c’è una banda musicale che suona, ma sono tanti troppi, che tirano le reti e quasi non ci stanno, ma loro vanno avanti comunque. 

Passo la notte, il giorno dopo devo riuscire a mettermi in salvo, a scappare, magari all’estero, ma sono senza soldi. La mia famiglia, è andata in un altro posto, in un paese di montagna. Vado da loro. Li raggiungo. Non c’è nessun controllo. I miei stanno mangiando, mi faccio dare qualche centinaio di euro, e i miei famigliari mi consigliano cosa fare, quasi non gli do ascolto. Nel frattempo due operai provano a mettere uno specchio antico dietro di me, però non ci passano, mi scontrano, escono fuori e dopo poco ci riprovano. Faccio una chiamata, non so bene a chi, ma mi risponde un carabiniere, mi dice che avrei minacciato una persona con la frase ‘’vengo a casa tua e ammazzo te e la tua famiglia’’, questo si mette a ridere, ha la voce amichevole, ma chiunque sa che i carabinieri avranno fatto un minimo corso di psicologia, che fare l’amico del delinquente lo porto a fidarsi di te e quindi a commettere errori. Spengo il cellulare, perché se no mi rintracciano. Scappo in macchina, ma c’è un posto di blocco. Sono vestito in maniera sportiva, penso che se parcheggio e mi metto a correre nella loro direzione questi non se ne renderanno di nuovo conto. Mi metto a correre da sportivo, senza sentire fatica, il primo gruppo non se ne rende conto, passo con la testa tra i pini, almeno sono costretto ad abbassarla, e loro non mi vedono. Vado avanti, sta arrivando un gruppo con delle moto e una camionetta, sempre dei carabinieri. Mi fermo, anzi, continuo a correre, ma questi mi vedono, provano ad abbassare la testa per guardarmi in faccia, uno più degli altri, ma non riescono a vedermi e continuo a correre. Mi allontano ma sento che esclamano un ’’ma era lui’’. Allora giro alla prima traversa ed inizio a correre, entro nella strada che porta su un prato, c’è un gruppo di ragazzi che gioca a rugby, ne conosco uno, gli chiedo di darmi un vestito e di potermi aggiungere a loro. Mentre sta succedendo tutto, vedo lì vicino degli amici che preparano una grigliata sui campi. Mi fermo per mangiare una cosa e magari per dormire, sono tante ore che ho sonno, ma non mi posso fermare. 


Grazie a Dio riesco ad addormentarmi, il sogno finisce con i carabinieri che non sono riusciti a prendermi. C’è l’ho fatta!

p.s. cercando su qualche libro e su internet per vedere cosa significasse il sogno, ho scoperto che sono tutte cose positive. Il correre senza sentire fatica vuol dire andare verso la propria meta tranquillamente. Il carabiniere rappresenta l'autorità, il fuggirci vuol dire saper prendere le proprie responsabilità. E' un periodo della mia vita dove mi sento molte tranquillo: gli amici di ieri si sono aggiunti a quelli nuovi, sono sempre alla ricerca di nuove emozioni, riesco ad essere felice e difficilmente trovo situazioni spiacevoli, se le trovo le affronto e le sconfiggo. Non voglio più avere problemi con nessuno, se questo li ha con me, sono affari suoi, anzi mi diverto molto a ridere delle situazioni e cercare sempre il lato positivo: la negatività è sbagliata. 
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