Il Brea di Diano Borello

Una vera e propria meraviglia. Un polittico che non stonerebbe agli Uffizi. Sono queste le parole che più si adattano a questo capolavoro del 1516. L'opera è conservata normalmente nella chiesa di San Michele Arcangelo di Diano Borello, in provincia di Imperia. Ora si trova nell'Oratorio di Santa Maria Maddalena a Laigueglia, l'anno prossimo per i suoi 500 anni, tornerà nella collocazione originaria. Consiglio vivamente di andarlo a vedere, perché si possono vedere i singoli particolari, dopo, verrà rimesso a diversi metri di altezza.

Nel 2014 è iniziato il restauro che è durato solo un anno. E' stato fatto un lavoro molto delicato, ma non è stato ripristinato nulla, è stato solamente pulito, e ne sono usciti colori sgargianti, lo stesso oro sembra essere appena stato posato sul legno, difatti non è stucco rivestito ma bensì legno intagliato. Il fatto è che è stato perfettamente conservato nella chiesa, al riparo dall'umidità e dalle intemperie.

L'artista è il Antonio Brea, attivo nel ponente ligure fino a Nizza, ha lasciato la sua firma sotto i piedi di San Giovanni Battista, scrivendo 1516 ultima die Iunii (1516, ultimo giorno di Giugno). Il Brea ha inserito un sacco di particolari, che fa capire che ogni singolo tratto è basato su una riflessione profonda. 

Possiamo dividere l'opera su 3 livelli, la base il trittico centrale, e la sommità.

Sulla base troviamo alle due estremità laterali Santa Caterina da Alessandria e Santa Margherita raffigurate sulle basi delle due colonne laterali. Santa Caterina, il cui culto è molto diffuso nella zona,  è riconoscibile dalla ruota sul lato, mentre Santa Margherita dal drago sotto i suoi piedi. Nella parte centrale sono presenti il Signore con i 12 apostoli, tutti riconoscibili, tra i principali Pietro alla destra di Cristo con le chiavi in mano, San Bartolomeo con il coltello, San Andrea con la croce (quella dei passaggi a livello), gli evangelisti con il libro in mano. Inoltre ogni singolo apostolo ha segnato il nome sull'aureola in rilievo (se ci si avvicina molto si può leggerlo perfettamente). Il Cristo è nel mezzo, è l'unico che guarda davanti a se, con il dito rivolto verso l'alto come per insegnare, nell'altra ha un libro aperto con una scritta in latino, che recita tipo io sono la vita e la resurrezione

Il pezzo centrale che ha più dello straordinario. I 5 personaggi sono facilmente riconoscibili, da sinistra c'è San Nicola di Bari, San Pietro, San Michele Arcangelo, San Giovanni Battista e Santa Maria Maddalena. I personaggi sono riconoscibili dai singoli simboli. Su entrambi i personaggi le vesti hanno morbidezza e danno un senso del tessuto, del candore pulito.

San Nicola da Bari vescovo, ha il pastorale (il bastone), che tiene con la mano destra, e sembra che ci sia un incastro nel bastone come un anello, sembra che sia l'anello stesso a tenere il pastorale. Nell'altro mano ha 3 palle, un suo simbolo: donò 3 palle d'oro a tre prostitute perché queste cambiassero vita e fossero redente. Qua rientra anche il genio del Brea, visto che inserisce la simbologia dell'anello nella mano che tiene il pastorale, allora decide che anche questa mano debba averlo, e lo inserisce al pollice. Il simbolo della gerarchia ecclesiastica sono la mitra e il bastone, oltra alla veste rossa, simbolo del martirio.

San Pietro già presente alla destra del Cristo nella base del polittico, riprende gli stessi colori, il blu e il giallo, le tinte con cui veniva dipinto San Pietro nel medioevo: il blu richiama il pescatore ma anche il guardiano celeste, la stuoia gialla è il colore dell'aura della santità. Impressionante è il disegno della barba di San Pietro, che è ricca di particolari e sfumature.


Santa Maria Maddalena, il cui simbolo è una coppa e un lembo di stoffa con la quale è stato pulito il signore. Il verde e il rosso rappresentano due delle tre virtù teologali, rispettivamente speranza e carità

San Giovanni Battista,  vestito con la pelle di leone, sembra veramente un contadino, allora il Brea lo rivesta con questo tessuto morbido di colore rosso che richiama il martirio. Il bastone del Battista ha disegnato l'Agnello di Dio, una peculiarità invece di essere scritto come spesso accade, inoltre viene indicato da San Giovanni Battista stesso. Particolari sono i piedi del Battista, ricordiamoci che era una cosa difficilissima per i pittori dell'epoca dipingere i piedi e le mani, che spesso venivano nascosti da guanti o girati che non si vedessero. Un piede molto toscano.

Nel mezzo troviamo San Michele Arcangelo, riconoscibile dalla lancia con cui trafigge il maligno sotto di sè, un maligno abbastanza orrendo, con due facce, una delle quali sullo stomaco, le zampe da gallina. Purtroppo il San Michele non è stato riportato ai colori originali, difatti è stato dipinto dal Brea con una pasta di pastello e polvere d'oro, che però con il passare degli anni si è scolorita ed è difficile il recupero, questo perché fosse sgargiante come un'armatura d'oro vestita dall'Arcangelo. Particolare anche riconoscibile è la bilancia che tiene in mano, dove da una parte c'è l'anima e dall'altra il libro della vita dell'anima. L'anima passa per il centro del polittico, esattamente nella linea che passa tra il Signore, l'Anima, il Signore resuscitato sopra e Dio che sbircia dall'alto.

San Giovanni Battista cammina nel deserto, e sotto di lui è la parte dove il deserto è maggiore, anche sotto gli altri santi è presente il deserto ma non così  diffuso.



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