La scellerata demolizione delle chiese francesi

La Rivoluzione Francese ci ha insegnato che l'ignoranza può arrivare a dei livelli scellerati: il vandalismo divenne legale come scusa per eliminare tutti i simboli appartenenti all'Ancien Régime (venne bruciata anche la reliqua della corona di spine di Cristo, gettata nel fuoco da un ragazzo.. citazione necessaria   ). Venne demolita la Bastiglia, St. Denis, ... anche nelle campagne vennero distrutte chiese, per recuperare materiale da costruzione per case e strade, le statue distrutte per ricavarne pietrisco. Qualcuno però di ribellò, l'Assemblea Nazionale decide di proteggere e conservare quello che è sopravvissuto. Personaggi come Alexander Lenoir, Medievalista, che pubblica volumi con schede dettagliate sui vari Monumenti Storici,  avendo un grande successo. Henri-Baptiste Grègoire inventa il termine Vandalismo per denunciare il fenomeno.

I monumenti sono custodi di valori, che la loro perdita li annulla per sempre. 
Si devono garantire atteggiamenti di rispetto, garantirne la conservazione, 
considerandoli come propri.

Sono passati tanti anni, secoli e generazioni, oggi i monumenti, i palazzi e le chiese sono considerati intoccabili: è vero che molti di essi cadono a pezzi senza che nessuno possa farci nulla, perché non c'è interesse da parte della comunità o perché non hanno peculiarità così uniche da poterne giustificare spese troppo elevate.

In Italia le Chiese appartengono alla Chiesa Cattolica, mentre in Francia sono considerati monumenti e appartengono ai Comuni: la maggior parte di questi preferisce demolire le chiese nelle comunità dove queste non vengono più utilizzate come luogo di culto, senza considerare che questo comportamento è deleterio per l'identità della comunità. 

Subito avevo letto un'articolo su facebook da un sito secondario che ritenevo non attendibile, poi ho visto il video, e quando vedi una ruspa demolire una chiesa del 1800 o del 1500, costruita con gli sforzi da una comunità, che per secoli è stata l'identità di quel paesino, che testimonia un'architettura e una tecnica edilizia comunque unica... ti viene un crampo allo stomaco, non differente da quando si vede l'ISIS demolire i monumenti degli antichi romani.

Sono state demolite una ventina di chiese rurali, e oltre 200 rischiano di fare velocemente la stessa fine, per il Senato Francese sono 2800 le chiese destinate a sparire.

Tra quelle già demolite ci sono:
  • Saint-Jacques d’Abbeville, nella Somme
video

  • Saint-Blaise du Breuil, nell’Allier. Sul sito del ministero francese della cultura si trova la descrizione:Ex cappella signorile del castello di Breuil. Costruita su tre campate, un'abside e due altari laterali. La muratura e le colonne sembrano risalite alla metà del 12 ° secolo. La disposizione dei capitelli dell'abside centrale, indica che il piano originale prevedeva una navata con soffitto a volta coperto. La facciata ovest è stata quasi interamente ricostruita, gli esterni da pietre rosse e bianche alternate. Senza campanile, le campane sono state appese in archi semplici che sormontano il timpano. La tomba di una signora du Breuil, 14 ° secolo, è situata in una piccola cappella. Precedentemente sepolto nella terra, il monumento è stato ricomposto nel 20esimo secolo.
  • Saint-Pie-X, nell’Hérault, il video si commenta da se:



Béatrice de Andia, fondatrice dell'Osservatorio del Patrimonio Religioso, è molto preoccupata da quello che sta succedendo: "Per la prima volta distruggiamo dei luoghi di culto senza causa apparente, lasciando al loro posto dei parcheggi, ristoranti, boutiques, piazze con giardini pubblici, abitazioni. Il messaggio di tali demolizioni è chiaro: il religioso, il sacro, il patrimonio, il “non redditizio” deve farsi da parte di fronte al presente e alle sue esigenze. I distruttori passano per dei bravi gestori, preoccupati dell’equilibrio delle finanze del loro Comune che non potrebbe, secondo essi, sopportare il costo dei lavori della chiesa». Ma la manutenzione, «è un obbligo dei sindaci».

Forse perché ci sono troppo pochi preti, bella scusa, anche se i numeri dati dalla Conferenza Episcopale lo confermano: 24'251 nel 2001 13'822 nel 2011. Meno preti? In compenso il numero dei Diaconi laici è in forte aumento.


Ma non è questione di messe: un edificio non più usato come luogo di culto può essere convertito benissimo, e rimane comunque a peritura memoria di un tempo passato. Nell'est europa sono molteplici le chiese trasformate in discoteche, teatri, musei, sale da ballo, auditorium. Ma così facendo rimangono utilizzate dalla comunità, rimanendo sempre un luogo di incontro, condivisione dei valori, di sinergie. Oppure dove non interessa mantenerle, perché veramente la comunità è piccolina, la chiesa è in situazioni strutturali critiche e pericolose, si può sempre lasciarla cadere in automatico, con il passare dei secoli, senza demolirle.

Chiedo a chiunque legga questo breve testo di condividerlo. Ci indignamo per quello che succede in Siria e non possiamo fare nulla quando ci viene portata via una parte del passato dell'Europa.



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