Vitruvio - De Architectuta - Libro V

Introduzione


[1] Quelli, oh Imperatore, che a lungo hanno spiegato le loro invenzioni e le dottrine, hanno così dato ai loro scritti una reputazione estesa e singolare. Che sarebbe così fosse con le mie fatiche, in modo che l'amplificazione per condurci reputazione con esso. Che, tuttavia, credo che non è probabile, dal momento che un trattato di architettura non è come storia o di poesia. Storia interessa il lettore dalle varie novità che si verificano in esso; Poesia, d'altra parte, dal suo metro, i piedi dei suoi versi, l'elegante disposizione delle parole, il dialogo introdotto in esso, e la pronuncia distinta delle linee, deliziando il senso dell'ascoltatore, lo porta a chiusura del soggetto senza fatica.

[2] Ciò non può essere realizzato in opere architettoniche, perché i termini che sono inevitabilmente tecnici, necessariamente gettano un'oscurità sul soggetto. Questi termini, del resto, non di se stessi sono intelligibili, non di uso comune; quindi se i precetti che vengono forniti dagli autori si estendono a tutta la lunghezza, e sono comunque spiegati che in pochi e perspicue espressioni, la mente del lettore è disorientato dalla quantità e frequente ripetersi di loro. Queste ragioni inducono me essere riassunto nella spiegazione di termini sconosciuti, e della simmetria delle parti di un'opera, perché la questione può essere così facilmente impegnata e conservata dalla memoria.

[3] Sono inoltre incline a essere concisi quando rifletto sulla costante occupazione dei cittadini alla vita pubblica e privata, in modo che nei loro pochi momenti di svago che possono leggere e capire il più possibile. Pitagora ei suoi seguaci hanno scritto i precetti della loro dottrine a disposizione cubica, il cubo che contiene duecento e sedici versi, di cui hanno pensato che non più di tre dovrebbero attribuiti a qualsiasi precetto.

[4] Un cubo è un solido, con sei facce quadrate uguali, che però se cade, rimane stabile e immobile sino a che non viene rimosso con la forza: sono tali i dadi che vengono gettati su un tavolo da gioco. Da questa circostanza sembrano aver adottato il cubo, poiché come il cubo, questo numero di versi rende un'impressione più duratura nella memoria. I poeti comici greci divisero l'azione delle loro storie, mediante l'interposizione del coro per facilitare gli attori principali, in modo che una parte cubica si osserva.

5. Poiché gli antichi quindi questi metodi, fondati sul rispetto degli effetti naturali, visto che l'argomento mi trattano di sarà nuovo e oscuro a molti, ho pensato che sarebbe stato preferibile dividerlo in piccole porzioni, che potrebbe più facilmente colpire la comprensione del lettore. I soggetti sono disposti in modo che coloro della stessa natura sono classificate insieme. Così, o Cesare, ho spiegato le proporzioni dei templi nel terzo e quarto libro; in questo intendo descrivere la disposizione degli edifici pubblici; e quello del forum prima, perché in essa pubblica non meno di faccende private sono regolate dai magistrati.

Capitolo 1


1.  I Greci costruiscono il foro su pianta quadrata e lo abbelliscono con fitti colonnati e architravi in pietra o in marmo, al di sopra dei quali ricavano dei soppalchi in travatura per il passaggio. Nelle città italiche, invece, non vige lo stesso sistema, per l'antica usanza di tenere nel foro gli spettacoli gladiatori.

[2]

Perciò bisogna che attorno all'area destinata allo spettacolo si dispongano degli intercolumni più spaziosi e tutt'intorno, sotto i portici, sorgano le botteghe dei banchieri con delle balconate al piano superiore opportunamente disposte all'uso e adibite alla riscossione dei pubblici tributi. L'ampiezza del foro deve essere in relazione al numero degli abitanti, affinché lo spazio non risulti troppo angusto né eccessivo rispetto a una popolazione poco numerosa. La sua larghezza sia equivalente ai due terzi della lunghezza, così si otterrà una forma oblunga con una disposizione particolarmente adatta alle esigenze dello spettacolo.




[3] Le colonne dell'ordine superiore saranno di un quarto più piccole rispetto a quelle sottostanti e ciò perché quest'ultime han da essere più solide per poter reggere il carico. E inoltre è bene anche imitare il processo naturale di ciò che nasce dalla terra, come nel caso degli alberi dal fusto liscio e rotondo, quali l'abete, il cipresso, il pino che risultano più grossi alla base, mentre si assottigliano uniformemente a mano a mano che crescono in altezza fino alla cima. Pertanto se le leggi della natura son queste è ovvio che le parti superiori di una struttura architettonica siano di dimensioni ridotte rispetto alle inferiori.




[4] Le basiliche sorgeranno vicine al foro nelle zone più calde cosicché durante l'inverno gli uomini d'affari vi possano trovar riparo senza sentire i rigori della stagione. La loro larghezza non dev'essere inferiore ad un terzo della lunghezza né superiore alla metà, a meno che la natura del luogo non imponga una variazione delle proporzioni. Se l'area risulta eccessivamente estesa in lunghezza si costruisca all'estremità un portico, come ce ne sono nella Julia Aquiliana.




[5] Le colonne della basilica abbiano un'altezza peri alla larghezza dei portici e questi siano contenuti entro il limite di un terzo dello spazio intermedio. Le colonne dell'ordine superiore devono essere più piccole delle sottostanti come è stato detto dianzi. Il parapetto compreso tra i due ordini di colonne abbia un'altezza di un quarto inferiore a quella delle colonne superiori onde consentire a chi passeggia sul soppalco in travatura di non esser visto dagli uomini d'affari che si trovano in piazza. Le architravi, i fregi e le cornici come già abbiamo detto nel terzo libro vengono calcolati in base alla proporzione delle colonne.




[6] Esistono tuttavia basiliche che per dignità e bellezza reggono bene il confronto, come quella della colonia Giulia di Fano che io stesso ho progettato e di cui ho seguito i lavori. Eccone i dati e le proporzioni: la navata centrale tra le colonne occupa uno spazio di centoventi piedi in lunghezza e di sessanta in larghezza. Il portico circostante compreso tra le pareti e la fila di colonne misura un'ampiezza di venti piedi. Le colonne compreso il capitello sono alte cinquanta piedi, con un diametro di cinque; dietro sorgono dei pilastri alti venti piedi, larghi due e mezzo e profondi uno e mezzo che reggono le travi del soppalco superiore. Sopra vi sono altri pilastri di diciotto piedi d'altezza con una larghezza di due e uno spessore di un piede, su cui poggiano le travi che a loro volta reggono le traverse di supporto della volta e il tetto dei portici che sono un po' più bassi rispetto alla navata centrale.

[7] Lo spazio restante, negli intercolumni, tra le travi dei pilastri e delle colonne, serve per dare luce. Nella navata centrale abbiamo, nel senso della larghezza quattro colonne, comprese quelle angolari, a destra e a sinistra, mentre nel senso della lunghezza sono otto, comprendendo sempre quelle angolari, mancando in questo caso le due mediane che altrimenti impedirebbero la vista del pronao del tempio di Augusto situato a metà della basilica rivolto verso il foro e il tempio di Giove.

[8] Il tribunale, situato all'interno del tempio, è a forma di emiciclo e presenta una fronte di quarantasei piedi e una curvatura profonda quindici piedi affinché chi si trova in udienza dai magistrati non venga disturbato dai negoziatori. Sopra le colonne son collocate tutt'intorno delle travi formate da un insieme di tre assi di due piedi unite insieme, che a partire dalla terza colonna situata all'interno ritornano verso le ante protese a destra e a sinistra fino a toccare l'emiciclo del tribunale.

[9] Sulle travi in corrispondenza dei capitelli vi sono dei blocchi alti tre piedi e larghi quattro che fungono da supporto alle travi doppie di due piedi, disposte intorno alla basilica. E ancora sopra di essi delle assi trasversali con capriate, in corrispondenza dei fusti delle colonne delle ante e delle pareti del pronao che reggono oltre alla volta della basilica, un secondo tetto che dalla metà di quello principale va a finire sul pronao del tempio.


[10] In tal modo la duplice disposizione delle travi del tetto all'esterno e della navata centrale all'interno produce un gradevole effetto. Inoltre eliminando gli ornamenti dell'epistilio e i parapetti e le colonne dell'ordine superiore si accelera l'esecuzione del lavoro e si riduce notevolmente la spesa. Le colonne stesse poi che si ergono in tutta la loro altezza fin sotto le travi della volta contribuiscono a dare imponenza ed eleganza all'opera.

Capitolo 2

[1] Il Tesoro, il carcere, e la curia siano adiacenti al forum, a cui le loro dimensioni devono essere proporzionate. La curia deve essere adeguata all'importanza della comunità o dello stato. Se quadrata, la sua altezza sarà una volta e mezza la larghezza; se invece rettangolare, l'altezza da terra al soffitto sia pari alla metà della somma di lunghezza e larghezza.

[2] Le pareti, inoltre, a metà della loro altezza, devono avere cornici di legno o di gesso intorno a loro. Infatti, se non fossero presenti, le voci dei disputanti non saranno comprensibili per il pubblico. Ma quando le pareti sono circondate con le cornici, la voce, essendo in tal modo impedita, raggiungerà il suo orecchio prima  della salita e della dissipazione nell'aria.

Capitolo 3

[1] Quando il forum è costruito, si sceglierà un luogo più sano possibile per erigere il teatro, per l'esposizione dei giochi dei giorni di festa agli Dei Immortali, secondo le istruzioni fornite nel primo libro rispettando la disposizione delle mura della città. Infatti mentre gli spettatori, seduti con mogli e figli, si godono in piena rilassatezza lo spettacolo, avviene che attraverso i pori dilatati della loro pelle si insinuino i miasmi provenienti da zone paludose o da altri luoghi malsani, provocando notevoli danni al fisico; questo però si può evitare scegliendo accuratamente il luogo destinato al teatro.

[2] Si deve stare attenti che non sia esposto a sud; perché quando il sole riempie la cavità del teatro, l'aria confinata in quella bussola non riesce a circolare, quindi continua a riscaldarsi, arrivando a diminuire l'umidità del corpo. Su questi conti, quei luoghi dove abbonda aria cattiva sono da evitare, e scelti invece luoghi salubri.

[3] La costruzione delle fondazioni sarà più facile da gestire, se il lavoro è in collina; ma se siamo costretti a metterle in una pianura, o in un luogo paludoso, la palificazione e le fondazioni devono essere condotte come descritto per le fondamenta dei templi nel terzo libro. Sulle fondamenta, passi (gradationes) sono sollevate, di pietra e marmo.

[4] Il numero di passaggi (praecinctiones) deve essere regolata a seconda dell'altezza del teatro, e non deve essere superiore alla larghezza, perché se fatto più alto, che rifletteranno e ostacolare la voce nel suo passaggio verso l'alto, in modo che lo farà non raggiungono le sedi superiori sopra i passaggi (praecinctiones), e le ultime sillabe delle parole scamperanno. In breve, l'edificio dovrebbe essere così congegnato, che una linea tracciata dal primo all'ultimo passo deve toccare l'angolo anteriore della parte superiore di tutte le sedi; nel qual caso la voce incontra alcun impedimento.

[5] Gli ingressi (aditus) dovrebbero essere numerosi e spaziosi; quelli sopra dovrebbe essere estranei a quelli sotto, in una linea continua, ovunque si trovino, e senza deviazioni; in modo che quando le persone escano, essi non possano premersi gli uni sugli altri, ma hanno uscite separate libere da ostruzioni in tutte le direzioni. Un luogo che attutisce il suono deve essere evitata con cura; ma, al contrario, vi si propaghi quanto meglio possibile. Questo sarà permesso se si sceglie un luogo sonoro già naturalmente.

[6] La voce deriva dal fluire del respiro, sensibile all'udito per urto. Esso è azionato da un numero infinito di cerchi simili a quelli generati in acqua stagnante quando una pietra gli si precipita, che, aumentano come si ritirano dal centro, estendendosi a grande distanza, se la ristrettezza del luogo o qualche ostruzione ne impedirà la loro diffusione all'estremità; quando impedito da ostacoli, le onde tornando indietro disturbando e sconvolgendo i contorni delle altre onde.

[7] Allo stesso modo la voce si diffonde in senso circolare. Ma, mentre i cerchi in acqua si diffondono solo orizzontalmente, la voce, al contrario, si estende verticalmente e orizzontalmente. Perciò, come nel caso con del movimento dell'acqua, con la voce, se nessun ostacolo disturba la prima ondulazione, non solo il secondo e quelli successivi, ma tutti sono senza riverbero, raggiungono le orecchie di quelli in basso che di quelli in alto.

[8] Per questo motivo gli architetti antichi, seguendo la natura come loro guida, e riflettendo sulle proprietà della voce, regolata la vera salita di gradini in un teatro, e artificiosa, per proporzioni musicali e regole matematiche, qualunque sia il suo effetto potrebbe essere su la fase (scena), per farlo arrivare alle orecchie del pubblico in modo chiaro e gradevole. Poiché in strumenti a fiato di bronzo o corno, da un regolamento del genere, i loro toni sono resi chiari come quelle degli strumenti ad arco, così dall'applicazione delle leggi dell'armonia, gli antichi hanno scoperto un metodo per aumentare la potenza della voce in un teatro.

Capitolo 4

[1] L'armonia è una scienza musicale oscura e difficile, ma più difficile per coloro che non conoscono la lingua greca; perché è necessario utilizzare molte parole greche che non sono traducibili in latino. Io dunque per spiegare, usando il meglio delle mie capacità, la dottrina di Aristosseno, e usare il suo schema, e dovrò quindi designare il luogo di ogni tono, che una persona che si applica diligentemente può capire molto facilmente.

[2] La voce diviene infatti ora acuta ora grave a seconda delle diverse modulazioni che sono di due aspetti fondamentali: continuo e intervallato. L'emissione di voce continua non si ferma né su alcuni toni né ha qualche intervallo, ma presenta dei passaggi impercettibili mentre ne viene evidenziata solo la tonalità centrale, come quando parlando si pronunciano le parole: sol, lux, flos, vox. Non si può infatti percepire né dove abbia inizio né dove finisca la nota, ma all'orecchio si intende che essa è diventata da acuta grave e da grave acuta. Il contrario si verifica invece allorché la voce è intervallata perché seguendo una sua modulazione stabilisce i tempi di ciascuna nota e in questo frequente andare avanti e indietro giunge incostante all'orecchio, come avviene nel canto allorché attraverso la modulazione produciamo una varietà di toni. Essendo quindi la voce modulata negli intervalli è chiaramente percepibile dove abbia inizio e dove termini la nota, mentre il tratto centrale di voce è da essi oscurato.

[3] Ci sono tre tipi di modulazione, la enarmonico (aJrmoniva), la croma (crw'ma) e la diatonica (diavtonoV), così chiamati dai Greci. Quella della harmonia è una modulazione artistica, per essere pieno di maestà e di pathos. Il croma per la raffinata virtuosità e la vicinanza dei suoi intervalli ha più dolcezza. Il diatonica, i cui intervalli sono più semplici, è più naturale. La disposizione dei tetracordi, in questi generi, sono dissimili. Il tetracordo enarmonico è costituito da due dieses e due toni interi; un diesis essendo la quarta parte di un tono, e due di loro quindi pari a un semitono. Nel tetracordo cromatica, ci sono due semitoni consecutivi, e il terzo intervallo contiene tre semitoni. Il tetracordo diatonica ha due toni consecutivi, e un intervallo di un semitono. Così in ogni genere, tutta tetracordo è uguale a due toni interi e un semitono. Ma gli intervalli di ogni genere, si differenziano quando sono considerati separatamente.

[4]  La natura ha dunque suddiviso e determinato nella voce, in misura e quantità, l'intervallo dei toni e semitoni nei tetracordi e la qualità determinata da misure fisse a intervalli stabiliti, consente ai costruttori di strumenti musicali di realizzare e adattare le loro opere in modo che rispondano perfettamente agli accordi armonici.

[5] Ogni genere è composto da diciotto suoni, che i Greci chiamano fqovggoi (phthongi). Di questi, otto suoni in ciascuno dei generi, variano né suono né situazione. I restanti dieci in ciascuno non sono comuni agli altri due generi. Coloro che non variano, contengono tra loro i suoni variabili, e sono i limiti delle tetracordi in tutti i generi. I loro nomi sono i seguenti: proslambanomenos, hypate hypatôn, hypate Meson, Mese, Nete synèmmenôn, paramese, Nete diezeugmenôn, Nete hyperbolæôn. La variabile, che si trovano tra quelli che non sono variabili, cambiate loro posti secondo genere. I loro nomi sono parhypate hypatôn, lichanos hypatôn, parhypate Meson, lichanos Meson, banale synèmmenôn, paranetè synèmmenôn, banale diezeugmenôn, paranetè diezeugmenôn, banale hyperbolæôn, paranetè hyperbolæôn.

[6] Tali suoni che spostano i loro posti, cambiano la loro natura, e sono ad intervalli differenti, come, per esempio, l'intervallo tra hypate e parhypate, che in genere enarmonico è solo un tono diesis o quarto, in genere un cromatica semitono. Così i lichanos è solo un semitono distante dal hypate nel genere enarmonico; mentre nel cromatica è due semitoni lontana, e nelle diatonici tre semitoni. Così, i dieci suoni, dalla loro situazione nei vari generi, fanno tre diversi tipi di melodia.

[7] Ci sono cinque tetracordi. I Greci chiamano il più basso u [Paton (hypaton); il secondo, che è al centro, mevson (mesone). Il terzo, che è unito ai due precedenti, è chiamato sunhmmevnon (synèmmenon). Il quarto, che è disgiunto, chiamato diezeugmevnon (diezeugmenon). Il quinto, che è la più alta, i greci chiamano uJperbovlaion (hyperbolæon). Le consonanze naturali, che i Greci chiamano sumfwnivai (Symphoniae), sono in numero di sei; Diatessaron (quarto), diapente (quinta), Diapason (ottava), Diapason con Diatessaron (undicesima), Diapason con diapente (dodicesimo), e disdiapasôn (quindicesimo).

[8] Questi nomi loro sono indicati dal numero di toni cui la voce passa attraverso andare a loro, contando a quello in cui la voce inizia come uno; quindi, li muove attraverso il quarto suono è chiamato Diatessaron; al quinto, diapente. all'ottavo diapason, per l'undicesima diapason con Diatessaron, al diapason dodicesimo con diapente, al disdiapasôn quindicesimo.

[9] E del resto, anche quando si canta o si suona uno strumento non si possono fare accordi fra due, tre o sei o sette intervalli ma solo, come ho già detto, in diatessaron diapente, diapason e così via che rientrano nelle possibilità della voce umana. Questi sono gli accordi formati dall'insieme delle note che in greco si dicono phthongi.

Capitolo 5

[1] Per i suddetti principi, i vasi di bronzo devono essere realizzati con proporzioni matematiche, a seconda delle dimensioni del teatro. Quando viene colpito si formano suoni, i cui intervalli sono un quarto, quinto, e così via consecutivamente fino ad un quindicesimo.  Si dispongano questi vasi in apposite cellette fra i seggi del teatro, calcolandone l'effetto sonoro e senza che siano a contatto con qualche parete, ma abbiano piuttosto uno spazio vuoto tutt'attorno e sopra; si badi inoltre a disporli rovesciati e in modo che poggino su di una base a forma di cuneo di almeno mezzo piede e siano rivolti verso la scena; di fronte a queste cellette si pratichino delle apertura alte mezzo piede e larghe due, in corrispondenza dei posti situati sulle gradinate più basse.

[2] Quello che segue è la regola per determinare le situazioni di questi vasi. Se il teatro sia di medie dimensioni devono variare intorno a metà della sua altezza. Tredici cavità sono preparati a dodici distanze uguali l'uno dall'altro, in modo che quei toni sopra citati, producendo hyperbolæon Nete, devono essere collocati nelle cavità alle estremità estreme; secondo, dalle estremità, le navi devono essere del passo di diezeugmenon Nete, recante un intervallo di un quarto da ultimo menzionato. Il terzo paramesôn Nete, un intervallo di un altro quarto. Il quarto, synemmenôn Nete, un altro quarto. Il quinto, Mese, quarto. Il sesto, hypate mesone, quarto: nel centro del campo, hypate hypatôn, quarto.

[3] Con l'adozione di questo piano, la voce che viene emessa dalla scena, in espansione come da un centro, e colpendo contro la cavità di ogni vaso, suonerà con maggiore chiarezza e armonia, dalla sua all'unisono con uno o l'altro di essi. Se, tuttavia, il teatro sia su scala più ampia, l'altezza sarà divisa in quattro parti, in modo che tre gamme di cavità possono essere previsti uno per armonica, la seconda per cromatica, e il terzo per vasi diatoniche. La prima a partire dal basso spetterà all'armonica, secondo i criteri già enunciati a proposito del teatro di più piccole dimensioni

[4] Nella gamma intermedia alle estremità, sono collocati vasi che producono il hyperbolæon cromatica: nella seconda cavità del diezeugmenon cromatica, una quarta dall'ultimo: nel terzo, in un altro intervallo di quarta, la synèmmenon cromatica: nel quarto , il mesone cromatica, un'altra quarta: nel quinto, il hypaton cromatica, un'altra quarta: nel sesto, il paramese, che è un quinto al hyperbolæon cromatica, e un quarto al mesone cromatica.

[5] Nel centro non deve essere collocato nessuno, perché nessun altro suono in genere cromatiche può essere in consonanza con essa. Nella divisione superiore e la gamma delle cavità, i vasi sulle estremità sono costruiti per produrre i toni del hyperbolæon diatonica: entro cavità, quelli del diezeugmenon diatonica, una quarta: nel terzo, del synèmmenon diatonica, un quarto: nel quarto, del mesone diatonica, quarto: nel quinto, del hypaton diatonica, quarto: nel sesto, proslambanomenos, quarto: in pieno centro, Mese, tra i quali e proslambanomenos è un'ottava, e un quinto tra essa e la hypaton diatonica.

[6] Colui che è desideroso di comprendere più pienamente tali questioni, deve fare riferimento al diagramma musicale alla fine del libro, che è quello di  Aristoxenes, che con molta intelligenza e lavoro, ha formato una scala generale dei toni. Quindi, chi segue con attenzione queste regole, la natura della voce e il gusto del pubblico, facilmente può imparare il metodo di progettazione dei teatri con la massima perfezione.

[7] Qualcuno può forse dire, che molti teatri sono costruiti ogni anno a Roma, senza alcun riguardo a tali questioni. Ma costui è in errore, in quanto tutti i teatri pubblici che sono costruiti in legno, hanno molti piani, che sono necessariamente conduttori del suono. Tale circostanza può essere illustrata, dalla considerazione della pratica di coloro che cantano l'arpa, che quando vogliono produrre un effetto forte, si rivolgono alle porte della scena, con l'aiuto del quale le loro voce è emessa. Ma quando i teatri sono costruiti con materiali solidi, cioè di macerie, pietre o marmi, che non sono conduttori di suono, è necessario costruire loro secondo le norme in questione.

[8] Se si chiede dove siano state applicate queste regole sul teatro a Roma, non può essere indicato un esempio, non se ne può prenderne uno, invece ce ne sono diversi nelle province in Italia, e molti nel in Grecia. Inoltre sappiamo da L. Mummio sulla distruzione del teatro a Corinto, che ha portato a Roma alcuni dei suoi vasi di bronzo, e dedicato come bottino al tempio di Luna in posizione invertita, e un lato verso la scena sono supportati da non meno cunei. Molti architetti intelligenti che hanno costruito teatri di piccole città, per mancanza di altro, hanno fatto uso di vasi di creta, cedendo i toni corretti, e li hanno introdotto con notevole vantaggio.

Capitolo 6


[1] La forma di un teatro deve essere regolata in modo che dal centro della dimensione assegnata alla base del perimetro di un cerchio deve essere descritta, in cui sono inscritto quattro triangoli equilateri, a distanze uguali tra loro, il cui punti devono toccare la circonferenza del cerchio. Questo è il metodo praticato da astrologi nel descrivere i dodici segni celesti, secondo la divisione musicale delle costellazioni. Di questi triangoli, il lato di ciò che è più vicino alla scena determinerà la sua faccia in quella parte dove si taglia la circonferenza del cerchio. Poi attraverso il centro viene disegnata una linea parallela ad essa, che separerà il pulpitum del proscenio dall'orchestra.

[2] Così il pulpitum sarà più spazioso nei teatri Greci, perché da noi, i nostri attori rimangono principalmente sulla scena. In orchestra, i posti sono assegnati ai senatori, e l'altezza del pulpitum non deve superare i cinque piedi, in modo che coloro che siedono nell'orchestra possono vedere tutti i movimenti degli attori. I cunei della cavea sono divisi in modo che a ciascun vertice dei triangoli inscritti nella circonferenza massima corrispondano le scale e le salite fino alla prima cinta o praecinctio. A passaggi alterni, sopra i cunei occupino l'asse centrale.

[3] Gli angoli così descritti indicano che le scale saranno in numero di sette, i restanti cinque segneranno alcuni punti sulla scena. Che a metà, per esempio, segnerà la situazione delle porte Reali, quelli di destra e sinistra, le porte degli ospiti, e quelli alle estremità, i punti in cui la strada si spegne. I sedili (gradus) sui quali gli spettatori siedono non sono da meno di venti centimetri in altezza, e non più di ventidue anni. La loro larghezza non deve essere più di due piedi e mezzo, né meno di due piedi.

[4] Il tetto del portico, che si trova sull'ultimo passo della scalinata, dovrebbe essere a livello con la parte superiore della scena; con la quale la disposizione la voce si estenderà ed essere distinti a quelli sui sedili superiori e il tetto. Se l'altezza non sarà la stessa, la voce, arrivando prima dove l'altezza è minore si dileguerà portandola via.

[5] Una sesta parte del diametro dell'orchestra presa tra i gradini più bassi, e ai corni di qua e di là si dispongano gli ingressi su queste misure, tagliando perpendicolarmente i gradini più interni. Una continuazione di questa linea sulla scena segna l'altezza degli ingressi, perché così saranno proporzionati e saranno di altezza sufficiente.

[6] La lunghezza della scena deve essere il doppio del diametro dell'orchestra. L'altezza del podio, o piedistallo, con la sua cornice e la base, dal livello del pulpitum, è una dodicesima parte del diametro dell'orchestra. Le colonne sul podio, con i loro capitelli e basi, devono essere un quarto del suo elevato diametro. Le architravi e cornici di quelle colonne un quinto della loro altezza. Il piedistallo superiore, compresa la base e cornice, metà dell'altezza del piedistallo inferiore. Le colonne in questo piedistallo un quarto inferiore in altezza rispetto alle colonne inferiori. L'architrave e la sua cornice un quinto delle colonne. Se ci deve essere un terzo ordine, il piedistallo superiore deve essere metà dell'altezza che sotto l'ordine centrale, e l'architrave e cornice un quinto delle colonne.

[7] Non è, tuttavia, possibile produrre lo stesso effetto in ogni teatro nelle stesse proporzioni; ma conviene all'architetto considerare le proporzioni che simmetria richiede, e quelle adatte alla natura del luogo o la dimensione del lavoro. Alcune cose ci sono che il loro utilizzo richiede delle stesse dimensioni in un grande come in un piccolo teatro; come ad esempio i passi, præcinctions, parapetti, passaggi, scale, pulpita, tribunali, e altri che si verificano; in cui tutto, la necessità di adattandoli al loro impiego, rende impossibile formare simmetricamente. Quindi, anche se i materiali non sono forniti in quantità sufficiente, come marmo, legno e simili, la diminuzione o aggiunta alle dimensioni, in modo che non sia troppo, e realizzati con giudizio, può essere consentito: e questo sarà facilmente gestito da un architetto che è un uomo di esperienza, e che possiede l'ingegnosità e talento.

[8] Le parti della scena devono essere distribuite in modo, che la porta centrale può essere decorato come uno di un palazzo reale; quelli di destra e sinistra, come le porte degli ospiti. Vicino questi sono gli spazi destinati a ricevere le decorazioni; che pone i Greci chiamano periavktoi, dalle macchine di tornitura triangolari. Ognuna di queste macchine ha tre specie di decorazione, che, quando il soggetto cambia, o l'aspetto di un dio, vengono spostati rotonda con improvvisi tuoni, e alterare l'aspetto della decorazione. Vicino a questi luoghi le svolte si esauriscono, che danno l'ingresso in scena dal forum e dal paese.

[9] Ci sono tre tipi di scene, il tragico, il comico e il satirico. Le decorazioni di questi sono diversi l'uno dall'altro. Le scene tragiche sono ornate di colonne, frontoni, statue, e delle decorazioni reali. La scena comica rappresenta edifici e gallerie private, con finestre simili a quelli in abitazioni normali. La scena della satira è decorata con alberi, caverne, colline, e degli oggetti rurali di imitazione della natura.

Capitolo 7


[1] Nei teatri dei greci del progetto non è fatta sugli stessi principi come quelli di cui sopra. In primo luogo, per quanto riguarda le linee generali del piano: mentre, nel teatro latino, i punti di quattro triangoli toccano la circonferenza, nei teatri dei Greci gli angoli di tre quadrati vengono sostituiti, e il lato di quella piazza che è più vicino al posto della scena, nei punti dove tocca la circonferenza del cerchio, è il confine del proscenio. Una linea tracciata parallelamente al presente all'estremità del cerchio, darà la parte anteriore della scena. Attraverso il centro dell'orchestra, opposto al boccascena, un'altra linea parallela viene disegnata toccare la circonferenza a destra ea sinistra, con un raggio pari alla distanza dal punto di sinistra, descrivere un cerchio sulla destra e scena del boccascena, e poggiando il piede delle bussole sul punto mano sinistra, con la distanza dell'intervallo mano destra, descrivere un altro cerchio sul lato sinistro del proscenio.

2. Così descrivendolo da tre centri, i greci hanno un'orchestra più grande, e la loro scena è ulteriormente incasso. La pulpitum, che chiamano logei'on, è meno in larghezza: per che, tra questi, gli interpreti tragici e comici agiscono sulla scena; il resto passa attraverso le loro parti in orchestra. Di qui gli artisti si distinguono per i nomi di scenici e Thymelici. L'altezza del pulpitum non è inferiore a dieci piedi, e non più di dodici. Le direzioni delle scale, tra il cunei e le sedi, sono opposti agli angoli delle piazze sul primo præcinction. Sopra le altre scale cadono nel mezzo tra le inferiori, e così via secondo il numero di præcinctions.

Capitolo 8


1. Quando tali questioni sono disposti con grande cura e abilità, particolare attenzione deve essere conferito sulla scelta di un luogo sono stati la voce cade senza intoppi, e raggiunge l'orecchio distintamente senza eco. Alcuni luoghi sono naturalmente sfavorevoli alla diffusione della voce. Tali sono il dissonanti, che in greco si chiamano kathcou'nteV; il circumsonant, che i Greci chiamano perihcou'nteV; la risonanza, che chiamano anthcou'nteV; e la consonante, che chiamano sunhcou'nteV. I posti dissonanti sono quelli in cui la voce, salendo prima verso l'alto, è ostacolata da alcuni corpi duri di cui sopra, e, nel suo ritorno verso il basso, controlla la salita dei suoi seguenti suoni.

2. Il circumsonant sono quelli in cui la voce, vagando intorno, è finalmente trattenuto nel centro, dove viene dissipato, e, le sillabe finali sta perdendo, il significato delle parole, non si distingue. La risonanza sono quelli in cui la voce, colpendo contro qualche corpo duro, fa eco negli ultimi sillabe in modo che appaiano raddoppiato. Infine, la consonante sono quelli in cui la voce, aiutato da quello qui di seguito, cade sull'orecchio con grande nitidezza delle parole. Quindi, se dovuta cura essere posta nella scelta della situazione, sarà migliorata l'effetto della voce, e l'utilità del teatro aumentato. Le differenze delle figure consistono nel fatto che quelle formate per mezzo di quadrati sono usati dai greci, e quelli formati per mezzo di triangoli dai Latini. Chi si occupa di questi precetti sarà abilitato ad erigere un teatro in modo perfetto.

Capitolo 9


1. Dietro le quinte portici saranno costruite; alla quale, in caso di acquazzoni improvvisi, le persone possono ritirarsi dal teatro, e anche sufficientemente capiente per le prove del coro: sono tali i portici di Pompeo, di Eumene ad Atene, e del tempio di Bacco; e passando dal teatro sinistra, è l'Odeon, che, ad Atene, Pericle ornato con colonne in pietra, e con gli alberi e pennoni delle navi, dalle spoglie persiani. Questo è stato distrutto da un incendio durante la guerra mitridatica, e restaurato da Ariobarzane re. A Smirne era il Strategeum: a Tralli erano portici su entrambi i lati sopra lo stadio, come nelle scene di teatri. In breve, in tutte le città che possiedono architetti abili, portici e le passeggiate sono collocati sul teatro,

2. che dovrebbero essere costruiti doppio, con le loro colonne esterne di ordine dorico, il cui architravi e cornici devono essere battuto dopo il metodo dorico. La loro larghezza deve essere pertanto proporzionata: l'altezza delle colonne esterne è uguale alla distanza dalla parte inferiore dell'albero delle colonne esterne a quella di quelli nel mezzo, e da questi alle pareti che circondano le passeggiate della portico è una distanza uguale. La fascia media di colonne è una quinta parte supera il campo esterno; ed è di ordine ionico e corinzio.

3. Le proporzioni e la simmetria di queste colonne non devono essere guidati da regole consegnati per quelli di edifici sacri. Per lo stile usato nei templi degli dei dovrebbe essere dignitoso; che, portici e opere analoghe, può essere di un carattere più leggero. Se, dunque, le colonne essere dell'ordine Dorico, la loro altezza, comprese le capitali, deve essere diviso in quindici parti, di cui uno è preso come modulo. Con questo tutto il lavoro è stabilito, rendendo lo spessore della parte inferiore della colonna pari a due moduli. La intercolumnio è di cinque moduli e mezzo. L'altezza di una colonna, esclusivo del capitale, quattordici moduli; l'altezza del modulo Capital One, la larghezza di essa due moduli e un sesto. Le proporzioni del resto del lavoro devono essere uguali a quelli descritti per gli edifici sacri nel quarto libro.

4. Se utilizzare colonne ioniche, l'albero, esclusiva della base e del capitale, deve essere divisa in otto parti e mezzo, di cui uno è assegnato allo spessore della colonna. La base, con il suo basamento, è alta la metà un modulo; e la formazione del capitale è di essere come abbiamo dimostrato nel terzo libro. Se Corinthian, l'albero e la base devono essere la stessa della ionico; ma la capitale deve essere proporzionato come indicato nel quarto libro; e l'aggiunta sul piedistallo la fanno i Impares scamilli, menzionati nel terzo libro. Architravi, corone e tutte le altre parti, sono stabilite in proporzione alle colonne come spiegato nei libri precedenti.

5. Lo spazio centrale tra i portici dovrebbero essere ornato con verdure, in quanto passeggiate Hypaethral sono molto sani; in primo luogo, per quanto riguarda gli occhi, perché l'aria da piante verdi essere leggero e volatile, si insinua nel corpo quando è in movimento, cancella la vista, eliminando gli umori lordi gli occhi, lascia la visione chiara e distinta. Inoltre, quando il corpo viene riscaldato con l'esercizio di camminare, l'aria, estrarre i suoi umori, diminuisce corpulency, dissipando che sovrabbondante nel corpo.

6. Che questo sia il caso, possono essere provati con l'osservazione, che dalle fontane in luoghi coperti, o quelli che sono sotto terra, nessun vapori umidi salgono; mentre in luoghi aperti esposte all'aria, quando il sole nascente dardeggia i suoi raggi sulla terra, alza i vapori provenienti da luoghi umidi e paludosi, e, raccogliendoli in massa, li porta in aria. Se, quindi, in luoghi aperti, gli umori nocivi dei corpi sono portati fuori dall'aria, come sono dalla terra per mezzo di nubi, non ci può essere alcun dubbio sulla necessità di rendere passeggiate spaziose e piacevoli aperto all'aria a ogni città.

7. Che siano sempre asciutta e priva di fango, devono essere adottate il seguente metodo. Essi devono essere scavati e scolati al livello più basso possibile; e le fogne destra e sinistra deve essere costruita; e nelle sue pareti, verso il cammino, scarichi sono fissate, con una inclinazione di fogna. Quando questo è fatto, il posto è pieno con carboni; su cui le passeggiate sono cosparsa di ghiaia, e livellate. Così, dal naturale porosità delle braci, e l'inclinazione degli scarichi verso la fogna, la quantità di acqua viene portata via, ed i passaggi rimangono asciutti e non influenzata dall'umidità.

8. In questi luoghi Antients anche realizzati depositi per la ricezione di cose necessarie per l'uso della città. Nel caso della città è sotto assedio, tutte le cose sono più facilmente fornite di legno. Il sale è con la funzione di cui in precedenza; mais, dai negozi, pubblici o privati, è presto raccolto; e la mancanza di che è sanata dal uso di erbe del giardino, carne, o impulsi. L'acqua viene ottenuta o scavando nuovi pozzi, o raccogliendo da tetti di edifici; ma il legno, che è assolutamente necessario per cucinare il cibo, è dotato di difficoltà e problemi; e ciò che si sta lentamente procurato sta rapidamente consumato.

9. In questi tempi queste passeggiate sono aperti, e un assegno distribuiti alle tribù, secondo i loro numeri. Così sono i presupposti per due buoni propositi; per la salute in tempo di pace, e alla conservazione in tempo di guerra. Se passeggiate sono forniti dopo queste direzioni non solo dietro le quinte del teatro, ma anche adiacente i templi di tutti gli dèi, essi saranno di grande utilità in ogni città. Mentre sono stati sufficientemente spiegato, il metodo di disporre le diverse parti di bagni ora seguirà.

Capitolo 10


1. In primo luogo, come caldo un posto come possibile deve essere selezionato, vale a dire, un riparo dal nord e nord-est. I bagni caldi e tiepidi sono di ricevere la loro luce da ovest inverno; ma, se la natura del luogo impedire che, in ogni caso del sud, perché le ore di balneazione sono principalmente da mezzogiorno a sera. Bisogna fare attenzione che i bagni caldi delle donne e degli uomini adiacenti, e hanno lo stesso aspetto; nel qual caso il forno stesso e navi serviranno entrambi. Le caldaie sopra forni devono essere in numero di tre, uno per l'acqua calda, un altro per l'acqua tiepida, e un terzo per acqua fredda: e devono essere disposti in modo, che l'acqua calda che scorre fuori del contenitore riscaldato, può essere sostituita con una quantità uguale dalla nave tiepida, che similmente sono forniti dal recipiente freddo, e che le cavità ad arco in cui si distinguono possono essere riscaldati da un fuoco.

2. I pavimenti dei bagni caldi devono essere effettuati come segue. In primo luogo, il fondo è fatto di piastrelle di un piede e mezzo inclinando verso il forno, in modo che se una palla essere gettato in esso, esso non rimanga in esso, ma ripristinare la bocca del forno; così la fiamma si meglio sparsi sotto il pavimento. Dopo questo, moli di otto pollici mattoni sono sollevate, ad una distanza l'uno dall'altro, che le piastrelle di due piedi possono formare la loro copertura. I pilastri devono essere due piedi di altezza, e sono definite in argilla mescolato con i capelli, sul quale sono posti i suddetti due piastrelle piedi, che portano il pavimento.
Rivestimenti in piastrelle dai bagni al porto fluviale romano di Castellum Amerinum, ora Seripola nei pressi di Orte: questi sono infatti sesquipedales, piastrelle e mezzo piedi romani su un lato. (Ho fatto una misurazione di massima sul posto.) Si noti il ​​timbro di mattoni.

3. I massimali, se in muratura, sarà preferibile; se, tuttavia, sono di legname, dovrebbero essere intonacate sulla faccia inferiore, che deve essere fatto come segue. Tondini di ferro, o archi, sono preparati e sospese con ganci di ferro al piano più vicino possibile. Queste aste o archi sono ad una distanza tale l'uno dall'altro, che le piastrelle senza ginocchia, possono essere a contatto ed essere sopportata da qualsiasi due catene, e quindi l'intera vaulting seconda ferro possono essere perfezionato. Le parti superiori delle articolazioni sono fermati con argilla e capelli. La parte sotto verso il pavimento è prima intonacato con piastrelle pestate e calce, e poi finito con stucco o intonaco fine. Se si effettua la volta di bagni caldi doppia sarà meglio, perché l'umidità del vapore non può quindi influenzare il legname, ma verrà condensato tra i due archi.

4. La dimensione delle vasche deve dipendere dal numero di persone che le frequentano. Le proporzioni sono le seguenti: la loro larghezza è di essere due terzi della loro lunghezza, in esclusiva degli spazi attorno al vaso da bagno (schola Labri) e la grondaia intorno ad essa (alveus). Il vaso di balneazione (labrum) deve essere acceso dall'alto, in modo che gli astanti bye possono non lanciare qualsiasi esso ombra, e quindi ostacolare la luce. Il Labri schola dovrebbe essere ampio, in modo che coloro che sono in attesa del loro turno possono essere correttamente alloggiati. La larghezza del alveus tra la parete del labbro e il parapetto non deve essere inferiore a sei piedi, in modo che possa essere comoda dopo la riduzione di due piedi, che sono assegnate alla fase inferiore e il cuscino.

5. Il laconicum e sudatories sono adiacenti l'appartamento tiepida, e la loro altezza al molleggio della curva dell'emisfero è pari alla loro larghezza. Un'apertura è lasciato al centro della cupola da cui uno scudo di bronzo è sospeso da catene, in grado di essere abbassata e sollevata così da regolare la temperatura. Dovrebbe essere circolare, che l'intensità della fiamma e calore può essere altrettanto diffuso dal centro tutto.

Capitolo 11


1. Anche se non utilizzato dal popolo d'Italia, sembra giusto che dovrei spiegare la forma della palestra, e descrivere il modo in cui è stato costruito dai Greci. I peristylia quadrata o oblunghi di palestræ, hanno una passeggiata attorno a loro che i Greci chiamano divauloV, due stadi nel circuito: tre dei lati sono singoli portici: il quarto, che è quella sul lato sud, è quello di essere il doppio, in modo che quando docce cadono in presenza di vento, le gocce non possono guidare nella parte interna di esso.

2. Nei tre portici sono grandi recessi (esedre) con sedili in esso, su cui i filosofi, retori, e altri che si dilettano in studio, possono sedersi e controversie. Nel doppio portico la seguente disposizione deve essere fatto: il ephebeum è quello di essere in mezzo, che è in realtà niente di più che una grande esedra con posti a sedere, e più di un terzo della sua larghezza, sulla destra è il coriceum, immediatamente adiacente che è la conisterium, nei pressi del quale, in un angolo del portico, è il bagno freddo, che i Greci chiamano loutrovn. Sulla sinistra della ephebeum è il elæothesium, adiacente che è il frigidarium, dove un passaggio conduce alla propigneum l'angolo del portico. Vicino, ma più verso l'interno, sul lato del frigidarium, è collocato il sudatoria volta, la cui lunghezza è il doppio della sua larghezza; su un lato di questo è il laconicum, costruito come prima descritto: sull'altro lato è il bagno caldo.

3. Le peristylia della palestra devono essere attentamente definito come sopra menzionato. Esteriormente tre portici sono costruiti, quella attraverso la quale coloro che vengono fuori della palestra passano; e quelli stadiali a destra ea sinistra, di cui, che verso nord è doppio, e di notevole larghezza. L'altro è unico, e così formare anche quello sul lato prossimo alla parete, come in quella in cui le colonne stanno, ci sono margini di percorsi di non meno di dieci piedi, la parte centrale è piede sunkone e mezzo dal percorso , per cui vi è una salita di due gradini; la parte sommersa è di non essere inferiore a dodici piedi di larghezza. Così, coloro che nel loro abbigliamento camminare intorno i sentieri, non saranno incomodato dai lottatori unti che praticano.
4. Questa specie di portico si chiama xystus (xusto`V) dai Greci; per i lottatori esercitare negli stadi coperti nel periodo invernale. Xysti dovrebbe, tra le due portici, per avere boschi o piantagioni, con passeggiate tra gli alberi e sede del lavoro cementato. Ai lati della xystus e doppio portico sono le passeggiate aperte che i Greci chiamano peridrovmideV, ma con noi si chiamano xysti, su cui il athletæ esercitare se stessi, quando il tempo è bello, in inverno. Dietro la xystus lo stadio è definito, di dimensioni tali che un gran numero di persone può commodiously Ecco l'lottatori contendenti. Ora ho dato le regole per la corretta distribuzione di tali edifici come lo sono all'interno delle mura.

Capitolo 12


1. Non devo omettere di parlare della formazione di porti, ma spiegare in che maniera le navi in ​​esso fissato in tempesta. Se sono naturalmente ben situato, e hanno rocce o lunghi promontori aggettanti, che dalla forma del luogo, curve o angoli di forma, sono della massima utilità; perché, in tal caso, nulla di più è necessario che costruire portici e arsenali intorno a loro, o passaggi ai mercati; e poi erigere una torre su ogni lato, da cui catene possono essere sospesi attraverso mediante macchinari.

2. Tuttavia, se il luogo non essere così montato per natura, né sicuro per navi in ​​tempesta, e vi sia fiume lì per impedirlo, ma da una parte c'è una corretta riva, poi dall'altro lato, mediante di costruzione o pietraie, una proiezione è terminata, e in questo si formano i recinti dei porti. Costruire in mare viene così eseguito. Questa polvere viene procurato, che si trova nel paese tra Cuma e il promontorio di Minerva, e si mescola con l'acqua nella proporzione di due parti a uno di calce.

3. Quindi, nel luogo scelto, dighe sono formate in acqua, di pali di quercia legati insieme con pezzi di catena, che sono guidati saldamente nel fondo. Tra le gamme di pali, al di sotto del livello dell'acqua, il letto è scavato e livellato, e il lavoro effettuato con pietre e malta, aggravato come sopra indicato, fino alla parete riempie lo spazio vuoto della diga. Se, tuttavia, dalla violenza delle onde e mare aperto le dighe non possono essere tenuti insieme, quindi sul bordo della terra principale, una base per un muro è costruito con la massima forza possibile; questo fondamento è posta in orizzontale, in tutto poco meno di metà della sua lunghezza; il resto, che è verso la riva, viene fatto sbalzo.

4. Poi, sul lato verso l'acqua, e sui fianchi rotondi fondazione, margini, proiettando un piede e mezzo, è presente fino al livello già citato. La parte sovrastante è riempito sotto con la sabbia, portato livello con la fondazione. Sul letto piano così preparato, come grande un molo possibile è costruito, che mosto rimane per almeno due mesi per impostare. Il margine che incloses la sabbia viene poi rimosso, e la sabbia viene lavato via dall'azione delle onde provoca la caduta della massa in mare, e da una ripetizione di questo espediente lavoro può essere riportato in mare.

5. Quando il luogo non offre la polvere di nome, il seguente metodo è quello di essere adottato. Doppia dighe sono costruite, ben collegata con assi e pezzi di catena, e la cavità tra i due è riempito con argilla e palude erbaccia ben sbattuta giù. Quando speronato basso e spremuto il più vicino possibile, l'acqua viene scaricata con le pompe a vite o ruote idrauliche, e il posto è svuotato e asciugato, e le fondamenta scavata. Se il fondo di tessuto anche sfuso, dovrà essere scavata fino ad un solido di fondo è venuto a, più ampia della parete per essere eretta, e la parete viene costruita in pietra, calce, e sabbia.

6. Ma se il fondo essere molto morbido, pali di ontano, ulivi, querce o, in precedenza carbonizzato, devono essere promossi, e gli intervalli tra loro pieni di carboni, come indicato sopra per le fondamenta di teatri e pareti. La parete è poi sollevato con pietre squadrate, le cui giunzioni devono essere il più lungo possibile, in modo che le pietre centrali possono essere ben legato nella parte interna della parete viene poi riempito con detriti o muratura.; e su questa, anche una torre potrebbe essere eretto.

7. Quando questo è completato, gli arsenali devono essere costruito principalmente con un aspetto nordico; per se sono a sud, il calore si genera e nutrire il marcio, il worm, il worm nave, e altri insetti nocivi; e legname deve essere usato con parsimonia in questi edifici a causa del fuoco. Nessuna regola può essere dato per le dimensioni, ma devono essere adatti a ricevere le navi più grandi, in modo che, se fossero disegnati a terra, ci può essere un sacco di spazio per loro. In questo libro, per quanto si è verificato a me, ho trattato degli edifici pubblici necessari per l'utilizzo di una città: in questo seguito, io tratterò della convenienza e della simmetria delle case private.


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