In Israele dopo il grande incendio riparte la piantumazione

Lo scorso novembre, mentre in Italia il terremoto continuava a scuotere le case e gli animi, in Israele il fuoco investiva il nord del Paese. Nelle zone di Haifa sono state evacuate oltre 60'000 persone, una tragedia disumana perché gli incendi erano di origine dolosa,  forse provocati da palestinesi anti-Israele; è stata chiamata l'intifada dei fuochi.



Volevo soffermarmi su come lo Stato d'Israele abbia reagito. E' fatto noto la vicissitudine di come lo questo Stato sia nato, ed in come in 50 anni sia diventato una potenza alla pari dei grandi stati occidentali, andando a bonificare zone desertiche, creando imprese e innovazione.

L'incendio ha bruciato una superficie vasta oltre 3'000 ettari, lasciando in cenere gran parte di boschi, uliveti e piantagioni varie. Se lo Stato d'Israele ha dimostrato qualcosa in questi anni, è l'organizzazione volta ad arrivare a uno stato di benessere sociale. Vi racconto una mia esperienza avuta nel 2011 mentre ero proprio in Israele per delle conferenze: era il periodo degli indignados, con un mio amico di Roma giornalista abbiamo deciso di fare un'intervista a questi ragazzi che protestavano, e che da oltre 1 mese dormivano nelle piazze di tutto il Paese. Logicamente l'intervista è stata in inglese e al chiedere il perché protestassero, la risposta fu che il Governo deve poter dare ai ragazzi che vogliono farsi una famiglia, la possibilità di avere una casa gratuita (in Italia la casa viene data solo se il tuo reddito è zero dopo che hai già 3 figli!).  Su questo punto io e il mio amico ci siamo scambiati uno sguardo, pensando se avessimo capito bene. I giovani che studiano hanno già università gratuite o quasi (queste si finanziano attraverso innovazione scientifica). Questo esempio per farvi capire di come il Paese sia altamente sociale, dove chiunque può emergere ma a chiunque viene data anche una possibilità di farlo.

Gli esperti ambientalisti, hanno detto di non intervenire nelle zone incendiate, che si aspetti il tempo necessario perché si autorigeneri un habitat completamente naturale e spontaneo. Ma questo comporterebbe avere per almeno 10 anni 3'000 ettari che non servono a nulla. Il popolo e il governo israeliano questa cosa l'hanno capita: si è deciso di piantumare le zone vicine alle abitazioni con nuove culture che possano produrre reddito, come ad esempio degli uliveti, e dare questi terreni in gestione a privati così che si possa creare lavoro. Queste zone saranno di filtro in maniera tale che le zone boscose possano essere più lontane dalle abitazioni. Il governo ha mandato l'esercito a fare le piantumazioni, inoltre privati e associazioni hanno creato una campagna di solidarietà andando a piantare diversi alberi autoctoni nelle zone boschive così da accelerare il processo di autorigenerazione ambientale.

Ecco a voi il video dell'Israel Defence Force:



Rimasto stupito da questo fatto, ho riflettuto a riguardo. La domanda che mi sono posto è il rapporto tra la natura e l'uomo, se è giusto che l'uomo vada a interferire con un'habitat che sarebbe sarebbe rinato, oppure che intervenga modificandolo a suo piacimento e antropizzandolo.

La conclusione è che oggi siamo troppo ambientalisti, siamo passati da fregarcene altamente di tutto a considerare l'ambiente di primaria importanza in ogni decisione, lasciando l'uomo e l'umanità in secondo piano. Questa riflessione è uscita poco tempo fa dalla bocca del Presidente degli Stati Uniti, ma anche il Papa stesso anni fa disse che tra Ambiente e Uomo, prima comunque va l'Uomo.

E in Italia? Questo lo si vede nelle nostre leggi e regolamenti in ogni dove: per un terreno boscoso che dopo anni di abbandono lo si vuole mettere in produzione si devono fare decine di permessi e autorizzazioni; se lo si volesse estirpare per piantare degli uliveti o alberi da frutto per poter così produrre un reddito con il qual poter vivere... lasciamo perdere la burocrazia, sempre che ciò possa essere consentito. L'Ambiente prima dell'uomo. Eh no! Se il torrente vicino a casa è in uno stato di abbandono, con alberi che crescono nell'alveo, e lo si vuole andare a pulire perché non possano succedere tragedie, si rischia anche una denuncia penale.


Una legge che trovo sia giusta e assurda è quella  che riguarda i cani e l'abbaio. E' giusto e sacrosanto che un cane possa abbaiare, e non glielo si deve impedire in nessuna maniera. Questa la legge lo dice. Ma non è altrettanto giusto che un padre di famiglia, dopo che ha lavorato tutto il giorno, possa coricarsi e fare un sonno tranquillo senza che il cane del vicino faccia il finimondo perché è stato lasciato in casa dai padroni che sono fuori al cinema e questo deve svuotare la vescica. In questo caso chi vuole dormire, può solo incazzarsi e basta. Solo se dimostra che il cane provoca disturbo alla quiete pubblica attraverso misurazioni col fonometro fatte dall'asl può scattare una richiesta da parte degli organi di pubblica sicurezza... In alcuni Stati americani, quando è accertato palesemente che un cane provoca disturbo al vicinato, abbaiando ripetutamente, viene multato, fino a 500 $. 


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