Albenga & UNESCO

Al giorno d'oggi Albenga possiede uno dei centri storici meglio conservati d'Italia e meno conosciuti.

Ora, io non sò se il centro storico di Albenga si meriti burocraticamente l'appellativo di "patrimonio dell'umanità", ma sono sicuro che chiunque abbia mai passeggiato per le sue vie sa che riescono a emozionare, per l'armonia e la pace che riescono a trasmettere. E' conservato perfettamente ed è vissuto dagli albenganesi, il centro storico di Albenga, riesce a trasmettere a chi lo passa per i suoi caruggi una sensazione unica. Io credo che questo pezzo di città, facilmente riconoscibile, possa essere un degno candidato a diventare ''Patrimonio dell'Umanità'' riconosciuto dall'UNESCO: perché non sia solo degli albenganesi, ma che possa essere del mondo intero. Che chiunque possa  passeggiare in uno degli ambienti più unici e incredibili in Italia!



UNESCO: perché?


In tutto il mondo, sopratutto nella vecchia Europa, il dopoguerra è un periodo storico molto difficile, le città devono essere ricostruite, bisogna trovare un tetto per ogni persona. In Italia si accantonano le buone maniere edilizie e si procede a costruire palazzi gli uni sopra gli altri: su alcune case rimaste in piedi si costruiscono 1, 2 o anche 3 piani. Dagli anni '60 nasce una volontà architettonica e politica di conservare e rivalutare lo storico, questo voglia è sentita in Italia più che dalle altre parti. Tuttavia si fa ancora fatica a trovare delle leggi e politici che possano fermare quel male conosciuto come speculazione edilizia: si costruisce con materiali scadenti, non si lasciano spazi per il verde pubblico o per verde attrezzato, nemmeno spazi per strade e parcheggi, una situazione che in molte città oggi crea molti problemi, quali il fenomeno delle periferie. Per combattere questa situazione viene inserito il concetto di standard architettonico, la superficie e le attrezzature che ogni abitante deve avere e che il costruttore deve fare e che il Comune deve obbligare e verificare che vengano fatte.

Questa volontà di recupero architettonico del patrimonio storico in Italia si concretizza nel 1960 con la carta di Gubbioin cui vengono scritto i principi per la salvaguardia ed il risanamento dei centri storici. Otto comuni firmano questa dichiarazione assieme ad altri studiosi e politici, con la quale si impegnano a diffondere il concetto di salvaguardia del patrimonio storico.

A livello internazionale succede un fatto che fa sensibilizzare e cooperare molti stati: la costruzione della diga di Aswan in Egitto nel 1959. Sarebbe stata sommersa una vasta area archeologica, che era stata poco esplorata, e le antiche costruzioni egizie sarebbe andate perse per sempre. Con un finanziamento di 80 milioni di $ da parte di più di 50 stati venne fatta un'enorme campagna di scavi, molte opere vennero smontate e trasportate. Fu un'evento eccezionale che portò gli stati a sensibilizzarsi per salvare altri patrimoni a rischio, tra i quali Venezia in Italia, Moenjodaro in Pakistan e Borobodur in Indonesia.

Qualche anno dopo si hanno i primi risultati, nel 1972 a Parigi con l'UNESCO, istituzione fondata nel 1945 comeOrganizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura, viene firmata una convenzione tra tutti gli Stati che ne fanno parte, impegnandosi a tutelare i patrimoni culturali ed i patrimoni naturali. Il patto tra gli state fu quello di considerare il coesistere di questi due aspetti, e impegnarsi perché quelli unici vengano conservati per le generazioni future, ma anche fatti conoscere a quelle attuali.

UNESCO: conviene?

Uno dei principali vantaggi ad essere iscritti nella WHL, cioè nella lista dei patrimoni dell'UNESCO, è entrare in una comunità unica, che si impegna a valorizzare, conoscere e tutelare il sito. Gli stati facenti parte dell'UNESCO si impegnano perché i beni arrivino intatti alle future generazioni. Il fatto stesso che il bene viene iscritto nella lista crea una maggiore sensibilizzazione da parte di enti, fondazioni  e associazioni, non solo locali ma anche internazionali. Inoltre proprio per il fatto di appartenere alla lista si hanno accesso ad ulteriori fondi, oltre il fatto che essere riconosciuti patrimonio dell'Umanità da parte dell'UNESCO crea un maggiore flusso turistico, avendo un guadagno in termini turistici e quindi monetari.

Altra considerazione è che con un buon piano di gestione si riescono a coordinare meglio gli sforzi, avendone un guadagno in termini di risultati, con un monitoraggio costante ed una tutela costante. 

In caso di gravi calamità naturali si può accedere ad un fondo speciale per la tutela ed il recupero.
Insomma è quello che si dice un buon affare, anche perché i costi per entrare nella lista sono relativamente esigui rispetto ai vantaggi che si avranno.

UNESCO

Un sito deve essere presente nella Lista propositiva italiana. E' possibile proporne l’iscrizione all'autorità competente che, per i siti culturali, è il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. La domanda di iscrizione deve essere redatta secondo il modello predisposto dal Centro del Patrimonio Mondiale e dovrà essere corredata da una documentazione più approfondita che consenta la valutazione dello Stato parte delle richieste pervenute. Tale documentazione dovrà contenere:

  • Dimostrazione dell’eccezionale valore universale del sito. E’ necessario fornire uno studio che evidenzi le caratteristiche che rendono il bene unico o di eccezionale valore universale, in relazione ai criteri definiti nelle Linee Guida.
  • Analisi comparativa. E’ uno studio dettagliato che mette a confronto il bene proposto con beni analoghi nazionali ed internazionali. Tale analisi deve dimostrare che il bene che si intende candidare possiede i valori eccezionali a livello mondiale e non solo locale o nazionale.
  • Requisiti di integrità, autenticità e condizioni di conservazione. E’ necessario illustrare le condizioni di integrità e autenticità così come definite nelle Linee guida, nonché le condizioni di conservazione del bene proposto.
  • Strumenti di tutela. I beni inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale devono essere adeguatamente tutelati. E’ quindi necessaria una verifica degli strumenti di tutela vigenti a livello nazionale o locale, anche al fine dell’individuazione del perimetro del bene. La mancanza di efficaci norme di tutela rende improponibile la candidatura.

    Dimostrazione dell’eccezionale valore universale del sito.
    Perché un sito sia iscritto nella Lista del patrimonio mondiale, deve presentare un eccezionale valore universale e soddisfare almeno uno dei dieci criteri di selezione illustrati nelle Linee Guida per l’applicazione della Convenzione del patrimonio mondiale. I criteri sono regolarmente aggiornati dal Comitato in modo da riflettere l’evoluzione del concetto stesso di Patrimonio Mondiale.
    1. essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, dell’utilizzo di risorse territoriali o marine, rappresentativo di una cultura (o più culture), o dell’interazione dell’uomo con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili;
    2. essere direttamente o materialmente associati con avvenimenti o tradizioni viventi, idee o credenze, opere artistiche o letterarie, dotate di un significato universale eccezionale. (Il Comitato reputa che questo criterio dovrebbe essere utilizzato in associazione con altri criteri).
    3. presentare fenomeni naturali eccezionali o aree di eccezionale bellezza naturale o importanza estetica;
    4. costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative;
    5. costituire esempi rappresentativi di importanti processi ecologici e biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti vegetali e animali terrestri, di acqua dolce, costieri e marini;
    6. presentare gli habitat naturali più importanti e più significativi, adatti per la conservazione in-situ della diversità biologica, compresi quelli in cui sopravvivono specie minacciate di eccezionale valore universale dal punto di vista della scienza o della conservazione.

    Inoltre perché un bene sia considerato di eccezionale valore universale, deve anche soddisfare le condizioni di integrità e/o autenticità così come definite nelle Linee Guida e deve essere dotato di un adeguato sistema di tutela e di gestione che ne garantisca la salvaguardia.

Preliminarmente si pensa di studiare alcuni criteri tra quelli che più si addicono al Centro Storico Ingauno. Sono il numero 1, 2, 3 e 4, descritto nel seguito della pagina.

Le fondamenta prioritarie di un sito UNESCO sono date dal riconoscimento del valore universale che rende il sito unico o di eccezionale valore mondiale. Si tratta cioè delle motivazioni che potrebbero consentire ai nuovi candidati di inserire il sito nelle WHL (World Heritage List). Deve dunque essere depositario di un significato culturale rilevante a tal punto da superare i confini nazionali e da essere di comune importanza per le generazioni presenti e future.


Il centro storico di Albenga sorge nei stessi limiti romani e conserva in gran parte la geometria dell'accampamento romano, riedificato successivamente dall'imperatore Romano Costanzo I, che considerava la riedificazione di Albenga come un fiore all'occhiello dell'architettura romana, un'arma capace di fermare l'avanzata barbara. A differenza di molti altri insediamenti di tale epoca, la città non venne abbandonata, ma anzi fiorì durante tutto il medioevo. Ne sono viva testimonianza le torri, che ancora oggi svettano e dominano la piana omonima. Città Romana, con architetture paleocristiane, presenza di 2 secoli di evoluzione edilizia che convivono armonicamente senza confondersi. Inoltre è l'unica città dalle cento torri ad essere in riva al mare.


Se le geometrie e le architetture del centro storico possono comunque essere confuse con alcune altre, il battistero e le torri sono costruzioni rare, ma comunque non uniche, la stessa urbanistica romana potrebbe essere detta non unica, tuttavia il carattere che rende il Centro Storico Ingauno un capolavoro del genio creativo dell'Uomo è l'armonia con cui questi caratteri coesistono, unici in tutto il mondo. Non fosse altro per il fatto che la sfortuna storica abbia voluto che passasse da Città libera ed autonoma a città dominata, sotto il controllo della Repubblica di Genova. Questo ha fermato, o per lo meno rallentato, l'evoluzione architettonica ed urbanistica di Albenga, rimanendo inalterata per secoli. Ad oggi si presenta come uno dei centri storici meglio conservati al Mondo.

.2. Mostrare un importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale o all’interno di un’area culturale del mondo, sugli sviluppi nell’architettura, nella tecnologia, nelle arti monumentali, nella pianificazione urbana e nel disegno del paesaggio

  1. Il centro storico conserva chiaramente l'urbanistica tipica dell'antica Roma;
  2. Le sue torri hanno segnato per secoli lo skyline della piana e ancora oggi sono la presenza più significativa della costa di gran parte del Nord del Mediterraneo; 
  3. Le torri, che hanno subito danneggiamenti ad opera dell'uomo e della natura, ancora oggi sono testimonianza di un'epoca di forte sviluppo sociale ed economico; 
  4. Fino alla conquista da parte di Genova, con il successivo insabbiamento del porto ingauno, Albenga aveva rapporti commerciali marittimi con gran parte del mediterraneo che hanno portato in epoca medievale la città ad avere influenze arabe, come è facilmente visibile dalla parte terminale della torre della cattedrale;
  5. La città si trova lungo la via Aurelia e la via Julia Augusta, le due principali strade che da Roma portano in Francia e Spagna;
  6. Numerosi furono gli eserciti e popoli che passarono perAlbenga e di cui si conservano tracce e memorie:
    1. Ingauni
    2. Cartaginesi
    3. Romani
    4. Ostrogoti
    5. Longobardi
    6. Franchi
    7. Saraceni
    8. Genovesi
    9. Francesi
    10. Piemontesi
    11. Spagnoli
    12. Inglesi


Alcuni dei più caratteristici segni di una tradizione culturale scomparsa:
  • Le torri centrali
    Le torri sono testimonianza di una tradizione culturale scomparsa, erano un segno deciso sul territorio, rappresentavano il potere e servivano come strumento di difesa. Invece di realizzare edifici massicci e spessi che comportavano uno sforzo immane, le torri, alte e possenti incutevano timore. Difendibili con pochi uomini con in mano solo armi da lancio. Agli invasori non conveniva perdere tempo con arieti o incendi per conquistare un elemento strategico di così scarsa importanza. Solitamente queste sorgevano su terre di confine, in zone particolari, poi attiravano persone attorno sorgevano delle cinta murarie o poi dei borghi. Albenga è un caso raro dove dal borgo già edificato con massicce ed alte mure, vengono aggiunte anche torri tanto alte. D'altronde erano numerose le incursioni che venivano fatte da nemici esterni, ma nell'Albenga medievale il nemico era anche interno, le lotte tra guelfi e ghibellini, tra fazioni rivali. In età comunale, quando la loro funzione principale cessa di essere quella difensiva, ecco che si evolvono, alla base nascono altri insediamenti, vengono aperte logge e le finestre si allargano. Oggi questa evoluzione difficilmente è notabile, poiché con il passare dei secoli sono state armoniosamente inserite nel contesto della città. Tuttavia basta vedere il materiale con cui esse erano edificate e si nota facilmente la differenza con i palazzi vicini.
  • Il battistero paleocristiano
    Il battistero era il luogo dove potevano accedere i neofiti, i non battezzati, che non potevano accedere nelle chiese, nei luoghi di culto consacrati. Come nella migliore delle tradizioni anche il battistero ingauno ha 8 lati, a significare l'ottavo giorno, quello in cui il Cristo ritornerà, ed i morti risorgeranno, sarà il giorno eterno, che non finirà mai. La sua posizione rispetta i canoni paleocristiani, infatti viene messo a lato della chiesa, a cui era originariamente collegato con un passaggio sotterraneo. All'interno è ancora presente la vasca, dove il neofita veniva immerso quasi del tutto per ricevere il battesimo e quindi poter entrare a far parte della comunità cristiana. Quello ingauno è tra i 6 battisteri paleocristiani esistenti, si è conservato perfettamente da quando è stato realizzato fino ai restauri di D'Andrade che hanno visto la demolizione della originaria cupola ritenuta dall'architetto un falso rinascimentale. La sua forma è unica, differente dalle altre. Tuttavia, la sua funzione originaria è andata scemando dopo che un concilio ecumenico ha dichiarato i non battezzati liberi di accedere ai luoghi sacri per avvicinarsi a Dio. E' stato per secoli usato anche come cappella funebre.
  • Dipinto di Albenga
    Il centro storico stesso nasce come fortificazione , quindi accampamento romano infine come città romana fortificata. Fiore all'occhiello dell'Impero romano, infatti anche dopo la caduta di questa ci vollero diversi secoli prima che la romanicità lasciasse Albenga e la preziosa cultura abbandonasse queste terre. Unica città romana fortificata ad avere conservato in simil maniera la sua urbanistica originaria, chiaramente leggibile, decisa sulla carta 16 secoli fa. Nel periodo medievale rimane sostanzialmente invariato, tranne alcuni edifici, ma con il rinascimento ed i secoli a venire le piazza vengono chiuse e ridimensionate, le case aumentano di altezza, arrivando al grande terremoto ed ai restauri di D'Andrade. Da allora tutto è rimasto uguale. 

.4. Costituire un esempio straordinario di una tipologia edilizia, di un insieme architettonico o tecnologico, o di un paesaggio, che illustri uno o più importanti fasi nella storia umana


L'urbanistica testimonia la fase storica dell'antichità romana. E' evidente lo schema del cardo e del decumano che si incontrano dove ora c'è la loggia dei 4 canti. Il suo impianto urbanistico risale al I secolo a.C., tuttavia i continui mutamenti avvenuti a causa della continuità di vita dell'abitato, delle esondazioni del Centa e del suo cambiamento di corso, potrebbe avere influito in qualche maniera, ma certamente non tanto da cambiare radicalmente la città romana del II secolo a.C.. Questa città potrebbe sorgere sopra il precedente oppidum degli Ingauni, tuttavia non sono state ritrovate tracce alcune. 


Le mura storiche sono del I secolo a.C., precisamente intorno al 80 a.C., tuttavia per la grande egemonia della città sotto il periodo romano alcune di queste vennero abbattute per espandere la città stessa. Ma con il passare degli anni, la sicurezza garantita delle legione romane venne a mancare. Quindi il Generale Costanzo III decise di riedificarle a regola d'arte, in maniera che potessero fermare le invasioni barbariche, che Albenga stessa diventasse una roccaforte inespugnabile. Queste durarono fino al XVI secolo, quando vennero rifatte secondo gli standard dell'epoca, ma sopra le precedenti. Fanno da corona all'impianto urbanistico dell'epoca romana, difatti le porte e le vie di queste non sono di carattere medievale, dove la porta si c'era, ma era ben presidiata e la strada che arriva a tale porta non era perpendicolare ma passare fuori le mura. Come si può notare, sia a Porta Molino e a Porta Torlaro sono presenti due strade originarie romane, che arrivano perpendicolari alla città.



Il battistero paleocristiano, di data incerta, secondo alcuni del VI secolo secondo altri del V secolo a.C., forse voluto durante il rinnovamento architettonico dal Generale Costanzo III. Tuttavia esso sorge su un altro battistero precedente di cui si ha memoria scritta risalente ad un'epoca precedente, di cui è stata trovata traccia durante gli scavi, forse non esattamente sopra questo ma in una zona fuori le mura. Dallo studio di questo edificio si può notare come è in piena sintonia con i canoni alto-medievali, difatti gli otto lati, a rappresentare i giorni, compreso l'ottavo quello del ritorno del Signore, che durerà in eterno. Di sicuro di forma caratteristica, è uno dei pochi, tra i sette esistenti di tale epoca ancora perfettamente conservato e funzionante. La tipologia edilizia è rarissima, rappresenta un'epoca molto antica e dove la religione era vissuta in maniera molto diversa da quella dei giorni nostri. Al suo interno sono presenti degli affreschi e dei mosaici, probabilmente di epoca successiva, ma che per fattezza risultano originali ed unici.

Le torri, rappresentano qualcosa di unico, che solo in poche altre parti d'Italia si può assaporare il fascino di una architettura tanto armoniosa. Svettano maestose verso il cielo, con un po' di onnipotenza; difficilmente riescono a fare intuire la loro altezza. Mentre per le zone più basse risultano avere dei punti in comune sulla tipologia muraria, è nella loro parte più alta che esse testimoniano la loro unicità, differenziandosi le une dalle altre. Per fare un sunto sulle 3 torri centrali, è palese come le maioliche messe in sommità della torre del campanile della Cattedrale di San Michele Arcangelo possano essere di un gusto arabeggiante, mentre quella detta ''del Comune'' ha un gusto molto più sobrio e massiccio con un interpiano differente. Mentre la torre del Municipio, o di ''Malasemenza'' ha  ancora uno stile differente, più chiusa e protettiva, ma che compete per altezza con le altre due. Insomma sono sicuramente un'esempio straordinario e unico di una tipologia edilizia che è scomparsa. Molte sono state le verifiche strutturale fatte su queste torri, che dopo aver visto passare molte stagioni, eserciti e terremoti, ancora svettano dominando la piana: sono visibili da ogni punto; ancora oggi questa percezione antica è riscontrabile, anche se ridotta a causa dell'antropizzazione delle zone circostanti.


Sezioni presenti nel modello di candidatura

Il dossier di candidatura deve essere predisposto, in accordo con quanto stabilito dal Centro del Patrimonio Mondiale. Il dossier rappresenta la base sulla quale il Comitato prende in considerazione la richiesta di iscrizione. Il modello comprende le seguenti sezioni:
  1. Identificazione del sito
  2. Descrizione del bene
  3. Giustificazione per l’iscrizione
  4. Stato di conservazione e fattori che influiscono sul sito
  5. Tutela e Gestione
  6. Monitoraggio
  7. Documentazione
  8. Recapiti delle autorità responsabili

Il sito è facilmente identificabile, con qualche dubbio se le parti più contemporanee erette nell'ultimo secolo e decisamente di carattere architettonico differente dal contesto storico, possano o meno essere considerate.  Il sito è ben descrivibile e la sua iscrizione facilmente giustificabile, inoltre la conservazione relativa alla sua età è impeccabile. Tuttavia la mancanza di appropriati piani di tutela e gestione, nonché un monitoraggio molto lascivo, crea dei seri problemi alla possibilità di portare avanti la candidatura. 





Around the WEB

Una delle considerazioni che fa l'UNESCO è quella di considerare quanto un bene è famoso, quanto è popolare.  Il Centro Storico Ingauno è da sempre considerato una perla, come tutte le perle non è in bella mostra, viene tenuto in cassaforte e conservato perché non si rovini o non venga rubato. In contrasto con la popolarità che si può avere mostrando i propri tesori. Quindi un'operazione che è nata da qualche tempo è stata quella di sponsorizzare il Centro Storico Ingauno, in tutte le maniere possibili. Ancora prima della nascita dell'idea UNESCO, alcuni privati cittadini, assieme alle amministrazioni comunali che si sono succedute hanno iniziato un'opera di valorizzazione culturale. La creazione della Palazzo Oddo è stata l'apice di questo operato, tutt'ora rappresenta un grande cantiere culturale, con eventi che vanno dalla collaborazione con gli artisti di fama internazionale, a quelli più locale, alle Università, fino a mettere in mostra le bellezze e la storia secolare di Albenga, come il famoso piatto blu. Per facilitare tutto questo, abbiamo creato una serie di contenuti, in continua evoluzione sul web, per far sì che i giornali, i privati, ecc... possano trovarli facilmente ed utilizzarli liberamente aumentando il prestigio e la popolarità del Centro Storico. Tutti i documenti nell'elenco a seguire sono rilasciati in CC-BY-SA:


Pagine web:
Immagini:

Proverbi di un tempo

 U' mundu u l'è bello da levasse de capellu. Ma ti vanni n'otta a-o munte a seja o a-o matin e ti vedia che Arbénga l'è unn-u scrigno de oro zecchin.
Il mondo è bello da levarsi di cappello. Ma te vai una volta al monte la sera o al mattino e vedrai che Albenga è uno scrigno di oro zecchino.



Vä ciù un arbénganeise in t'un dio che un foresto casoù e vestio.
Vale più un albenganese in un dito che uno straniero calzato e vestito.
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